Sempre sul filo di lana della sopravvivenza, la cicogna negli anni ha subito percorsi differenti, fino quasi all’estinzione per mano umana. L’ingerenza di quest’ultimo nel suo habitat naturale, ma anche la caccia, ne avevano ridotto la presenza, creando una vera e propria crisi numerica. Grazie all’introduzione di leggi apposite, le 157/92 e direttiva comunitaria 79/409/CEE, ora il volatile risulta maggiormente protetto e tutelato. La creazione di oasi, parchi naturali e una maggiore attenzione alle fasi migratorie ha permesso il ripopolamento e l’aumento delle unità. Nota come cicogna bianca (Ciconia ciconia) appartiene alla famiglia Ciconiidae con diffusione in Europa, Africa e Asia. Dal piumaggio bianco con parti finali nere, possiede un formato piuttosto importante, un’altezza che può raggiungere il metro e un’apertura alare che può arrivare ai 180 centimetri. Possiede collo e zampe lunghe e affusolate, il becco solitamente è rosso in età adulta.

Solitamente ama gli ambienti aperti come paludi o pianure erbose, ma adora creare il suo nido in spazi alti e facilmente accessibili quali comignoli, campanili e tralicci dell’alta tensione ed edifici sviluppati in altezza. Negli anni alcune associazioni animaliste hanno lanciato campagne in tutela e supporto di questi volatili, per garantirne la sopravvivenza. Sono nati così centri di ripopolamento grazie alla presenza di cicogne stanziali, quindi create piattaforme artificiali accanto a tralicci e pali della corrente così da favorire la creazione di nidi. Un situazione libera e protetta anche dalla folgorazione.

Cicogna e ciclo vitale

Legate all’immagine tradizionale della consegna dei bambini appena nati, le cicogne sono volatili che migrano dall’Africa all’Europa, a seconda delle stagioni e sfruttando le correnti calde. Sono uccelli carnivori che alternano la consumazione di insetti, con quella di anfibi, rettili, pesci, semi, bacche, lucertole e roditori. La femmina prepara il nido largo un metro e tra marzo e aprile vengono deposte in media quattro-sei uova, covate a turno dai genitori per trentacinque giorni. I piccoli che sopravvivono solitamente sono solo due e vengono accuditi e nutriti dalla coppia per i successivi settanta giorni. Verso la fine di luglio le giovani cicogne sono pronte per la migrazione verso i territori dove sverneranno.

Comportamento

La cicogna è un animale territoriale che difende il nido da ingerenze e nemici. Se non è vittima del bracconaggio e la dimora non viene distrutto dall’uomo ama ritornare alla stessa di anno in anno. Se nel nido sono presenti i cuccioli l’aggressività genitoriale aumenta, impedendo a chiunque di avvicinarsi alla prole. La cicogna è un esemplare fedele e monogamo, l’unione è simile a una convivenza o matrimonio e le coppie rinnovano la prole di anno in anno. Se l’uomo, il traffico, l’inquinamento e i pericoli non si intromettono nel loro ciclo vitale, la presenza della coppia è assicurata per sempre. Di migrazione in migrazione. La cicogna nera invece è un esemplare che non tollera l’uomo, per questo preferisce vivere nei pressi di boschi e foreste fitte accanto a stagni e paludi. Meno diffusa in Italia il volatile possiede un piumaggio nero e un formato leggermente ridotto, ma anche un’indole diffidente e solitaria. La maggioranza di cicogne che animano il territorio italiano sono marcate da un anello di riconoscimento, una sorta di chip le identifica.

12 luglio 2016
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