Il ciclo mestruale si calcola generalmente monitorando l’intervallo di giorni che intercorre tra la comparsa di una mestruazione e l’altra. Nella maggior parte delle donne, questo lasso di tempo è pari a 28 o 30 giorni, tuttavia ci si trova ancora nella normalità se aumenta o diminuisce mantenendosi tra 25 e 35 giorni. Non è solo la frequenza, tuttavia, che viene presa in considerazione per stabilire la presenza di anomalie, infatti è importante anche verificare sia la quantità delle perdite sia la durata complessiva delle stesse.

Ogni donna perde mediamente una quantità di sangue che varia tra 35 e 80 milligrammi: livelli inferiori indicano una condizione di ipomenorrea mentre valori superiori segnalano una ipermenorrea. Analogamente, la mestruazione che dura dai 3 ai 7 giorni è normale, mentre se è inferiore o si protrae oltre questa soglia si parla di menorragia e metrorragia.

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Qui di seguito saranno affrontate le possibili cause che si celano dietro le variazioni di frequenza, definite oligomenorrea se l’intervallo tra due cicli è superiore a 35 giorni e polimenorrea se è inferiore ai 25 giorni. L’amenorrea, invece, è la mancata comparsa delle mestruazioni che potrebbe significare l’inizio di una gravidanza, ma non solo.

Ciclo in ritardo

A influire sui cambiamenti nella frequenza del ciclo mestruale sono diversi fattori, tuttavia è necessario prendere in considerazione anche l’età della donna, l’eventuale assunzione si farmaci anticoncezionali e la presenza di patologie che possono influire provocando alterazioni. Quando l’arrivo del ciclo in ritardo non è un caso isolato ma si verifica frequentemente è importante rivolgersi al medico per indagarne le cause, che possono riguardare anche un semplice sbalzo ormonale: a causare oligomenorrea è spesso l’incremento della produzione di ormoni androgeni talvolta unito alla sindrome dellovaio policistico, condizione che prevede la presenza di numerose cisti nelle ovaie e che può essere verificata effettuando un’ecografia pelvica.

Un ritardo del ciclo può anche coinvolgere l’ipofisi o l’aumentata produzione di prolattina, oppure può rappresentare la conseguenza di uno stress provocato anche da alcune condizioni come la bulimia e l’anoressia. Anche una dieta troppo rigida che causa una repentina perdita di peso può causare la scomparsa temporanea del ciclo, così come un’attività fisica esageratamente intensa.

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Infine, può verificarsi una condizione di oligomenorrea o amenorrea quando si interrompe l’assunzione della pillola anticoncezionale dopo tanti anni.

Ciclo in anticipo

A causare episodi frequenti di polimenorrea possono essere diversi fattori, primo tra tutti un cambiamento a livello della produzione di progesterone che segue una condizione di insufficienza luteale.  La responsabilità può cadere sulla presenza di disturbi della tiroide, sull’endometriosi, sull’eccessiva produzione di prolattina ma è necessario anche escludere la presenza di malattie a trasmissione sessuale che talvolta possono incidere sulla comparsa del flusso.

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Anche la menopausa precoce può portare alla comparsa di cicli più ravvicinati, soprattutto nella prima fase di esaurimento ovarico. Fondamentale, quando si ha a che fare con la comparsa di cicli mestruali molti frequenti, è monitorare i parametri del sangue per escludere eventuali anemie.

28 luglio 2017
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