Ciclo mestruale in ritardo o in anticipo: cosa può significare

Il ciclo mestruale si calcola generalmente monitorando l’intervallo di giorni che intercorre tra la comparsa di una mestruazione e l’altra. Nella maggior parte delle donne, questo lasso di tempo è pari a 28 o 30 giorni, tuttavia ci si trova ancora nella normalità se aumenta o diminuisce mantenendosi tra 25 e 35 giorni. Non è solo la frequenza, tuttavia, che viene presa in considerazione per stabilire la presenza di anomalie, infatti è importante anche verificare sia la quantità delle perdite sia la durata complessiva delle stesse.

Ogni donna perde mediamente una quantità di sangue che varia tra 35 e 80 milligrammi: livelli inferiori indicano una condizione di ipomenorrea mentre valori superiori segnalano una ipermenorrea. Analogamente, la mestruazione che dura dai 3 ai 7 giorni è normale, mentre se è inferiore o si protrae oltre questa soglia si parla di menorragia e metrorragia.

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Qui di seguito saranno affrontate le possibili cause che si celano dietro le variazioni di frequenza, definite oligomenorrea se l’intervallo tra due cicli è superiore a 35 giorni e polimenorrea se è inferiore ai 25 giorni. L’amenorrea, invece, è la mancata comparsa delle mestruazioni che potrebbe significare l’inizio di una gravidanza, ma non solo.

Ciclo in ritardo

Mestruazioni

Feeling awful stomachache. Frustrated young woman holding hands on stomach and keeping eyes closed while lying in bed via Shutterstock

A influire sui cambiamenti nella frequenza del ciclo mestruale sono diversi fattori, tuttavia è necessario prendere in considerazione anche l’età della donna, l’eventuale assunzione si farmaci anticoncezionali e la presenza di patologie che possono influire provocando alterazioni. Quando l’arrivo del ciclo in ritardo non è un caso isolato ma si verifica frequentemente è importante rivolgersi al medico per indagarne le cause, che possono riguardare anche un semplice sbalzo ormonale: a causare oligomenorrea è spesso l’incremento della produzione di ormoni androgeni talvolta unito alla sindrome dellovaio policistico, condizione che prevede la presenza di numerose cisti nelle ovaie e che può essere verificata effettuando un’ecografia pelvica.

Un ritardo del ciclo può anche coinvolgere l’ipofisi o l’aumentata produzione di prolattina, oppure può rappresentare la conseguenza di uno stress provocato anche da alcune condizioni come la bulimia e l’anoressia. Anche una dieta troppo rigida che causa una repentina perdita di peso può causare la scomparsa temporanea del ciclo, così come un’attività fisica esageratamente intensa.

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Infine, può verificarsi una condizione di oligomenorrea o amenorrea quando si interrompe l’assunzione della pillola anticoncezionale dopo tanti anni.

Ciclo in anticipo

Calendario

Pixabay

A causare episodi frequenti di polimenorrea possono essere diversi fattori, primo tra tutti un cambiamento a livello della produzione di progesterone che segue una condizione di insufficienza luteale.  La responsabilità può cadere sulla presenza di disturbi della tiroide, sull’endometriosi, sull’eccessiva produzione di prolattina ma è necessario anche escludere la presenza di malattie a trasmissione sessuale che talvolta possono incidere sulla comparsa del flusso.

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Anche la menopausa precoce può portare alla comparsa di cicli più ravvicinati, soprattutto nella prima fase di esaurimento ovarico. Fondamentale, quando si ha a che fare con la comparsa di cicli mestruali molti frequenti, è monitorare i parametri del sangue per escludere eventuali anemie.

28 luglio 2017
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