Conoscere il funzionamento del ciclo mestruale è determinante per riuscire a gestire al meglio tutti i cambiamenti che comporta, per programmare una gravidanza così come per evitarla, ma anche per monitorare il proprio stato di salute e segnalare al medico eventuali anomalie da approfondire.

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Comprende tutti i processi fisiologici che conducono all’ovulazione e corrisponde al periodi di tempo che trascorre tra la comparsa del flusso mestruale e quello successivo. Il ciclo e la sua regolarità sono determinati dalla concomitanza di alcuni fattori e dall’azione di specifici organi, come l’ipotalamo, l’ipofisi e le ovaie. Queste ultime hanno la funzione di portare alla completa maturazione le cellule riproduttive femminili, gli ovociti, facendo in modo che il follicolo che le contiene si rompa e rilasci l’ovulo maturo pronto per essere fecondato.

Fasi del ciclo

Il ciclo mestruale si conteggia a partire dal primo giorno di comparsa del flusso e attraversa alcune precise fasi. La prima è la fase follicolare, che inizia dal secondo giorno e consiste nell’aumento del livello di estrogeni nel sangue, incremento che porta al progressivo ispessimento dell’endometrio che, in caso di fecondazione, dovrebbe accogliere l’ovulo.

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Intorno al dodicesimo o quattordicesimo giorno avviene l’ovulazione vera e propria, pertanto il follicolo scoppia e libera l’ovocita. Successivamente prende il via la fase luteale, infatti i residui di follicolo si trasformano in corpo luteo e vengono prodotti due ormoni molto importanti nel caso in cui si instaurasse una gravidanza (estrogeni e progesterone). Se il concepimento non avviene, intorno al 24 giorno il corpo luteo inizia a limitare la produzione ormonale e dopo alcuni giorni l’endometrio si sfalda, causando il flusso di sangue.

Durata

Mediamente il ciclo dura 28 giorni, tuttavia può variare tra i 25 e i 36 giorni in condizione di normalità. A cambiare, anche nelle stessa donna, è sempre la durata della fase che finisce con l’ovulazione: questa in caso di ciclo regolare compare verso il quattordicesimo giorno, mentre il periodo successivo ha una durata pressoché standard di 14 giorni.

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Se il flusso mestruale scompare entro tre o sette giorni dopo la sua comparsa in condizioni di normalità, la perdita di sangue viene considerata nella norma se varia tra i 28 e gli 80 millilitri. Molto importante, soprattutto se si cerca di rimanere incinta, è tenere presente che il rapporto sessuale finalizzato al concepimento può avvenire anche prima dell’ovulazione, infatti gli spermatozoi sono in grado di sopravvivere fino a quattro giorni nel corpo femminile.

Anomalie

Calcolare il ciclo mestruale può non essere semplice, soprattutto in alcune fasi della vita di una donna caratterizzate da sbalzi ormonali che portano a variazioni anche molto evidenti. La durata e l’intervallo tra due cicli possono subire cambiamenti anche in seguito ad alcuni disturbi che riguardano l’apparato riproduttore, possono essere una conseguenza dello stress e dell’assunzione di alcuni farmaci.

Indagare le cause che si celano dietro ripetute anomalie è importante soprattutto se si superano alcuni limiti considerati fisiologici: se il flusso compare a meno di 15 giorni dal precedente si parla di polimenorrea, mentre se l’intervallo supera i 36 giorni questa condizione prende il nome di oligomenorrea. Rivolgersi al ginecologo di fiducia è sempre consigliabile per tutelare al meglio la propria salute.

29 maggio 2017
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