Il ciclamino è certamente una delle piante più apprezzate per abbellire la casa e il giardino: dal fascino intramontabile e semplice, con i suoi fiori violacei, deve il suo successo a una buona resistenza, tanto che non è difficile mantenerlo rigoglioso anche in inverno. Quali sono, però, i suggerimenti per coltivarlo sia in balcone che in un piccolo orto?

Il Cyclamen, questo il suo nome scientifico, è una pianta appartenente alla famiglia delle Primulacee o delle Myrsinaceae, a seconda venga scelta la classificazione canonica o quella APG. Si caratterizza per un aspetto contenuto e molto proporzionato: dal tubero sotterraneo si sviluppa un gruppo erbaceo a carattere cespuglioso. Le foglie sono larghe, solide e dal verde marcato, mentre lo stelo è delicato, così come lo sono i fiori dal rosa al lilla. Si tratta di una pianta dalla facile crescita spontanea, infatti non è raro incontrare molti esemplari sparsi per tutta la Penisola, in particolare nei boschi o ai loro margini. Si sconsiglia però di cogliere fiori e bulbi di bosco per non alterare le capacità di riproduzione locale. L’operazione, inoltre, è peraltro vietata in alcune zone d’Italia: per le proprie necessità domestiche ci si affidi sempre ai negozi specializzati.

Ciclamino: cosa sapere prima di coltivarlo

Nonostante la sua elevata diffusione, e la presenza di almeno venti varietà diverse, il ciclamino non è una pianta molto semplice da coltivare e mantenere nel tempo. Sarà capitato a molti, infatti, di ricevere in dono uno splendido esemplare e di non riuscire a superare la prima fioritura, nonostante le cure dedicate.

Nelle condizioni ideali di terreno e clima, una pianta può mantenere il suo ciclo vitale fino a 5-6 anni, raggiungendo il suo picco di crescita in autunno o all’inizio della primavera, quando le temperature non sono più proibitive ma nemmeno soffocanti. La pianta ama infatti il clima moderato, attorno ai 15 gradi centigradi, e può resistere anche d’inverno purché non venga esposto a geli improvvisi.

Il terreno ideale è quello drenato, ricco di sostanze organiche e ben fertilizzato, dalla consistenza morbida e porosa. Il ciclamino teme infatti i ristagni d’acqua, quindi un terriccio ad alto deflusso sarà l’ideale per mantenerlo in salute. Non è però sufficiente la conoscenza della terra per ottenere splendidi fiori e piante dal verde intenso, poiché per coltivare il ciclamino serve innanzitutto comprendere quali siano i suoi cicli di vita.

Come già accennato, la fase di crescita si concentra in autunno: da settembre in poi, infatti, si sviluppano le foglie, si rinvigorisce lo stelo e appaiono i fiori. Questa fase proseguirà anche in inverno inoltrato, soprattutto se le temperature non sono troppo rigide. In primavera e in estate, invece, la pianta entra nel suo stadio di riposo. Questi due cicli determinano esigenze di cura specifiche: durante la crescita il ciclamino dovrà essere annaffiato regolarmente e, non ultimo, dovrà essere esposto all’aria aperta durante le luci del giorno, anche se sarà sempre necessario un piccolo riparo. In estate, pur riducendosi la richiesta d’acqua, il ciclamino deve rimanere in un luogo fresco e non direttamente baciato dal sole, poiché le temperature oltre i 30 gradi potrebbero determinarne la morte.

Coltivazione in vaso o in giardino

La coltivazione del ciclamino si realizza tramite i semi o il tubero, anche se questa seconda modalità è più diffusa e semplice da gestire.

La semina si realizza tra fine giugno e il tardo settembre: i semi, molto piccoli, vanno distribuiti in un basso contenitore con terra e sabbia, dove realizzare una piccola copertura. Spuntati i germogli, si scelgono quelli più resistenti per il rinvaso. Il periodo è lo stesso anche per la moltiplicazione del tubero. In estate, durante la fase di riposo della pianta, si estrae un bulbo dal terreno: questo potrà essere diviso in più parti con tagli simmetrici e in direzione delle gemme, quindi le sezioni potranno essere inserite in vaso purché il lato più appuntito sia prossimo alla superficie.

Se si opta per la coltivazione in vaso, si scelgano contenitori non troppo alti, per evitare i ristagni d’acqua. Sul fondo si predisponga uno strato di ghiaia e cocci, quindi si inserisca il terriccio poroso e infine i tuberi o le piantine. In giardino, invece, sarà necessario scegliere aree non troppo colpite dal sole e predisporre germogli o tuberi alla distanza di circa 15-20 centimetri ciascuno.

Attenzione, infine, all’annaffiatura: l’acqua va versata direttamente sul terreno, senza troppo coinvolgere foglie e steli. Si tratta di un consiglio utile per evitare la formazione di muffe o l’attacco degli insetti predatori, tra cui le formiche.

26 ottobre 2014
I vostri commenti
annamaria, domenica 17 luglio 2016 alle10:11 ha scritto: rispondi »

ciao, vorrei seminare dei ciclamini, le palline tonde che contengono i semi cosa devo farne? si piantano cosi come sono oppure vanno seccati e piantati uno ad uno, ? le palline quindi vanno aperte? grazie

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