La cicerchia è una pianta che appartiene alla famiglia della Fabaceae. Questa leguminacea è conosciuta anche con il nome scientifico di Lathyrus sativus e in Italia è coltivata soprattutto nelle Regioni del Centro-Sud, rappresentando un prodotto d’eccellenza per Lazio, Marche, Molise, Puglia e Umbria. Queste ultime coltivazioni hanno inoltre ottenuto il riconoscimento di “prodotto agroalimentare tradizionale italiano”.

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Diverse sono le proprietà benefiche riconosciute alla cicerchia, soprattutto in quanto ottima fonte di proteine. Questa caratteristica la rende una soluzione naturale preziosa per chi ha scelto di seguire una dieta vegetariana o vegana. Elevato l’apporto calorico, corrispondente a 351 kcal per ogni 100 grammi di prodotto, mentre questo legume è ritenuto un valido supporto anche per la memoria e per la salute del cuore. È stata tuttavia collegata all’insorgenza di una patologia nota come latirismo.

Relazione tra cicerchia e latirismo

Il consumo di cicerchia può assicurare da un lato importanti benefici, ma occorre prestare particolare attenzioni alla relazione che è stata individuata tra questo legume e l’insorgenza del latirismo. Alla base di tale effetto nocivo vi sarebbe la latirina, sostanza contenuta nel legume; una sua assunzione oltre i limiti tollerati può scatenare pericoli effetti collaterali tra cui paralisi spastica irreversibile alle gambe e disturbi funzionali.

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Occorre quindi evitare un consumo eccessivo sia in termini di quantità di legume assunto che di numero di porzioni ingerite settimanalmente. Inoltre viene consigliato di procedere come segue per ridurre in maniera significativa la presenza di latirina nella cicerchia: prima di cucinarla lasciarla in ammollo in una soluzione di acqua salata per un periodo di tempo non inferiore alle 12 ore, al termine delle quali andrà scolata bene e soltanto in seguito preparata per essere portata in tavola.

Sintomi e cura del latirismo

Il latirismo si manifesta attraverso una serie di sintomi più o meno gravi, che coinvolgono nella maggior parte dei casi il sistema nervoso centrale e periferico. Si passa da rigidità e astenia, crampi muscolari e parestesie fino alla manifestazione, nei casi più gravi, di paralisi spastica a entrambe le gambe.

A indurre tali manifestazioni è la lesione del midollo spinale che può essere generata da un eccessivo consumo di latirina, la cui gravità consentirà di stimare la reale possibilità di recupero del paziente. Altri sintomi conosciuti sono disturbi agli sfinteri, convulsioni, problemi comportamentali di origine nervosa e nei casi più gravi uno stato di sofferenza cerebrale.

La cura per il latirismo è sostanzialmente affidata alla correzione della propria alimentazione, a cominciare dall’immediato stop al consumo di cicerchia. Gradualmente l’organismo inizierà a rispondere e cercherà di riportare le proprie condizioni di salute allo stato originario.

Quanto questo si rivelerà possibile però dipenderà molto dalla quantità di latirina assunta e dal fatto che il consumo di cicerchia sia perdurato o meno nel tempo. È quindi fondamentale non sottovalutare eventuali campanelli d’allarme, nei confronti del latirismo intervenire quanto prima si rivela di assoluta importanza.

15 giugno 2017
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