Stampare il cibo in 3D nel futuro dell’alimentazione. L’ipotesi è avanzata dalla NASA, che sta mettendo a punto nuovi sistemi di alimentazione per gli astronauti che dovranno viaggiare alla volta di Marte. Una soluzione che a quanto pare potrebbe giungere, presto o tardi, anche nelle cucine “terrestri”.

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L’idea è nata per consentire l’alimentazione degli astronauti che saranno impegnati nel viaggio diretto su Marte, della durata stimata in circa 15 anni. Un lasso di tempo piuttosto lungo che ha spinto la NASA a studiare soluzioni alternative. Da qui la decisione dell’ente spaziale USA di sovvenzionare con un assegno da 125 mila dollari la ricerca dell’ingegnere meccanico Anan Contractor, della Systems and Materials Research Corporation di Austin (Texas), sulla creazione di modellatori di cibo in 3D.

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Nell’apparecchio verrebbero inserire diverse “cartucce”, al cui interno si troveranno ridotti in polvere i vari componenti nutrizionali dei cibi (ad esempio carboidrati e proteine). Secondo i primi studi potrebbe essere possibile per gli utilizzatori mescolare i singoli ingredienti, così da realizzare menu studiati per soddisfare le differenti esigenze di genere (uomini e donne) e in grado di tenere conto anche di fattori quali l’età o lo stato di salute.

La stampante 3D per il cibo sarebbe in linea teorica in grado, secondo Contractor, anche di cucinare una pizza. Basterebbe inserire uno strato di carboidrati come base, che il modellatore si occuperebbe di “cuocere”, un secondo di pomodoro e un terzo con i grassi e le proteine di origine animale o vegetale. Non è assicurato al momento il rispetto del gusto originale, ma si tratta di un aspetto su cui si potrà ancora lavorare.

24 maggio 2013
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