Consumare cibo spazzatura aumenta il rischio di depressione. Habumrger, biscotti e altri snack dall’eccessivo contenuto di grassi e poco salutari rappresentano una minaccia al benessere psicologico secondo la nutrizionista Anu Ruusunen della University of Eastern Finland. Meglio una dieta ricca di frutta e verdura per mantenere il proprio equilibrio. A sostenerlo anche un secondo studio, condotto in questo caso nel Regno Unito.

Dieta sana e perdita di qualche chilo in eccesso possono rappresentare un valido aiuto nel ridurre il rischio di depressione. Come visto nei giorni scorsi in riferimento al fatto che tale alimentazione possa consentire di vivere più a lungo, un consumo abbondante di frutta, verdura e cibi sani può portare notevoli benefici all’organismo umano.

Durante lo studio britannico sono stati monitorati per 13 anni 2000 uomini del Regno Unito di mezza età o più anziani, seguendo l’eventuale presentarsi della patologia in relazione all’alimentazione seguita. Coloro che avevano scelto di passare a una dieta sana mostravano una minore disposizione verso la depressione rispetto ai dati relativi alla popolazione UK. Dati in linea con quanto ottenuto dallo studio condotto in Finlandia. Secondo quanto affermato dalla Dr.ssa Ruusunen:

Lo studio rinforza l’ipotesi che una dieta sana possiede il potenziale non soltanto nel contrastare la depressione, ma anche nella sua prevenzione.

La durata dello studio finlandese è stata analoga a quello britannico, 13 anni, ma a differenza della ricerca UK ha coinvolto 140 individui ambosessi divisi a loro volta in due differenti gruppi. Al termine del periodo di analisi è emerso come il consumo di pesce, pollame, frutti di bosco, verdura, cereali integrali e frutta fornisse un supporto concreto nell’attività di prevenzione della depressione così come nel ridurre l’intensità dei suoi sintomi qualora si manifestasse.

Al contrario di quanto ipotizzato nello studio britannico, lo studio finlandese ha manifestato dubbi sull’efficacia reale dell’assunzione di moderate quantità di caffè, tè verde e vitamina B12. Evidente invece la condanna del “cibo spazzatura“, per lo più rappresentato dagli studiosi finlandesi con salsiccie, carne macinata, bevande zuccherate, snack e prodotti confezionati o cibi dolci. Questi alimenti sembra possano favorire il manifestarsi del disturbo.

18 settembre 2013
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