AIAB chiede a Renzi di fermare il Trattato di Libero Scambio (TTIP o Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra USA e UE. Alla base della richiesta avanzata dall’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica la convinzione che tramite l’accordo si possa giungere nel Vecchio Continente a porre in serio pericolo la sicurezza alimentare e l’ambiente, ma non solo.

Secondo quanto riferisce l’AIAB il Trattato USA-UE il documento potrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi. Quelli che sono i rischi che correrebbe l’Europa dei cittadini lo spiega la stessa associazione con una campagna di sensibilizzazone. Stando a quanto riferito dall’organizzazione si tratterebbe di una minaccia “al cibo di qualità, ai beni comuni e al diritto alla privacy”. In più verrebbero anche autorizzati gli OGM e si faciliterebbero le attività di ricerca per il gas di scisto (fracking).

Un trattato che nasconderebbe, secondo AIAB, il desiderio degli USA di rinsaldare la propria posizione in Europa e sfruttare il Vecchio Continente a proprio vantaggio nella lotta commerciale con la Cina. Secondo quanto affermato dall’associazione:

Il Trattato è molto di più di una semplice trattativa commerciale: con l’alibi di omogeneizzare le normative mette a repentaglio una serie di diritti inalienabili sanciti formalmente nelle convenzioni europee e internazionali, offrendo in pasto alle multinazionali una bella fetta di mondo. Per questo chiediamo al governo italiano di opporsi a questo accordo che è peraltro oggetto di negoziati volutamente segreti. E di fare in fretta.

L’AIAB ha per questo promosso, insieme ad altre 20 associazioni, una campagna per chiedere lo stop immediato al Trattato. Le motivazioni vengono espresse dall’associazione sotto forma di “10 peccati capitali”:

  1. Sicurezza alimentare: La normativa europea in merito a pesticidi, OGM, ormoni utilizzati per gli animali da carne e in generale sugli alimenti è più restrittiva rispetto a quella USA e potrebbe essere indicata quale “barriera commerciale illegale”;
  2. Acqua ed energia: In questo caso il rischio è di privatizzazione dei beni comuni, con gli eventuali oppositori che rischierebbero, sostiene AIAB, un’accusa per distorsione del mercato;
  3. Servizi pubblici: Ridotta l’autonomia dei singoli Stati UE su temi quali sanità, trasporti e istruzione a vantaggio delle privatizzazioni;
  4. Diritti del lavoro: Dal Trattato arriverebbe il colpo definitivo alla legislazione sul lavoro, già indebolita dalla politica di austerity importa agli Stati membri dall’UE. L’accusa sarebbe in questo caso di “barriera non tariffaria” da rimuovere;
  5. Finanza: Verrà reso impossibile ogni tipo di controllo sui capitali, inclusa la speculazione finanziaria e bancaria;
  6. Brevetti e proprietà intellettuale: Si potrebbe in questo caso verificare, riporta AIAB, una stretta sui brevetti che metterebbe a rischio beni come ad esempio i farmaci generici. In più potrebbero risultare penalizzate le espressioni artistiche e la diffusione della conoscenza;
  7. Gas di scisto: Il fracking potrebbe diventare tutelato dal diritto anziché bandito per rischi ambientali, vedi esempio francese, violando il principio di precauzione UE che vieta iniziative che pongono a rischio la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente;
  8. Libertà e internet: Le normative europee in materia di difesa dei dati personali su internet subirebbero una consistente variazione verso una tutela ridotta dei cittadini nei confronti delle compagnie private;
  9. Democrazia: Gli Stati verrebbero privati della possibilità di scegliere autonomamente le proprie politiche economiche, sociali e ambientali;
  10. Biocombustibili: Il Trattato incentiverebbe l’importazione di biomasse dagli USA, prodotte senza il rispetto dei requisiti minimi imposti dall’UE sulla produzione di gas serra o dei criteri di sostenibilità ambientale.

1 luglio 2014
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OGM
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