Ridurre i tempi di identificazione dei cibi responsabili di malattie per evitare vittime e perdite economiche. Questo l’obiettivo dichiarato del nuovo sistema di tracciamento sviluppato da IBM, la cui gestione garantirebbe un più efficiente controllo sui prodotti così da identificare in breve tempo quelli a rischio.

Un problema quello delle malattie derivate da cibi alterati o contaminati che sembra in crescita, soprattutto negli USA, dove il numero di vittime è segnalato come in crescita. Solo negli Stati Uniti si segnalano oltre 3.000 morti ogni anno, mentre elevato è anche il costo economico per le aziende interessate.

Un algoritmo “basato sulle probabilità” quello presentato da IBM su PLOS Computational Biology, che ridurrebbe anche di settimane il lavoro identificativo in merito ai prodotti potenzialmente responsabili dei focolai di malattie di origine alimentare.

Grazie all’integrazione con i dati e la geolocalizzazione delle vendite sarà possibile, spiegano i ricercatori, identificare le aree più a rischio e intervenire per evitare la diffusione della patologia. L’algoritmo è inoltre in grado di “imparare” da eventuali nuovi rapporti e aggiornare i propri dati.

Ad incidere sulla velocità della “predizione” possono però essere soprattutto, spiega il Dr. Bernd Appel, a capo del Department Biological Safety presso il German Federal Institute e collaboratore alla ricerca IBM, alcune variabili legate al volume di informazioni analizzabili rese disponibili dalle stesse aziende:

Questo può essere ottenuto combinando un software innovativo con i dati già esistenti e con la volontà di condividere queste informazioni in situazioni di crisi tra soggetti privati e organizzazioni del settore pubblico.

9 luglio 2014
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