Nel pieno del dibattito sugli OGM arriva oggi una ricerca firmata AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) che mette in luce un’altra delle eccellenze italiane: la produzione di cibo. In questo caso, cibo biologico. Secondo i dati dell’ultima rilevazione è stato calcolato che l’Italia è il primo Paese europeo per produzione/esportazione di prodotti bio con un incremento dell’8,8% rispetto all’anno precedente.

Secondo i dati ufficiali, in Italia oggi ci sarebbero almeno 50 mila operatori impegnati nella produzione di queste colture che non prevedono l’utilizzo di pesticidi, diserbanti e altri agenti chimici, ma producono frutta e verdura secondo le regole della natura. L’opera di queste cinquantamila attività produce un fatturato di circa 3 miliardi di euro, di cui uno solo per quanto riguarda l’export.

Il movimento del biologico è per sua natura dinamico e rappresenta un’avanguardia che ha aperto e apre scenari di sviluppo per il sistema agroalimentare ma anche per il sistema economico italiano nel suo complesso. Si tratta di numeri che evidenziano da parte dei consumatori, sia a livello italiano sia a livello europeo e mondiale, un forte aumento di interesse, di informazione, di attenzione e quindi di domanda. Il bio non è solo alimentazione ma è cultura, territorio, innovazione, tradizione, sostenibilità, solidarietà, etica, ricerca, economia. Tutto un insieme che fa la differenza

ha affermato Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB. Tornando ai dati, probabilmente a causa della crisi sembra che gli italiani non siano più così attratti dal bio. Lo scorso anno ha infatti registrato un calo del 3,7% dei consumi interni dopo almeno quattro anni di crescita. Un aspetto positivo è invece che sono sempre di più le richieste di cibo biologico nelle scuole, in modo da insegnare ai bambini sin da piccoli a nutrirsi nel modo giusto, e magari evitare di esporli a troppi agenti chimici.

Le eccellenze italiane in questo campo sono ortaggi, cereali, agrumi, uva e olive che vengono venduti sia freschi che lavorati sotto forma di formaggi, conserve o pasta. A livello mondiale sono 37,5 milioni gli ettari di terreno coltivato in modo biologico (1,2 milioni solo in Italia), mentre il giro d’affari è di circa 46 miliardi e mezzo di euro.

13 febbraio 2014
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