Alcuni dei prodotti tradizionali italiani rischiano di sparire entro i prossimi anni, fagocitati da una globalizzazione sempre più esasperata. A dipingere un simile scenario è la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), che ha spiegato come il rischio riguardi un prodotto su quattro nonostante gli sforzi dei tanti agricoltori, costretti a muoversi ogni giorno tra mille difficoltà per proteggere un patrimonio enogastronomico che potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa anche sotto il profilo economico, a patto però di essere ben valorizzato.

A rischiare di scomparire dal mercato e dalle tavole dei consumatori è un “tesoro”, corrispondente ad un giro d’affari potenziale di circa 11 miliardi di euro all’anno. Secondo la CIA per scongiurare questo pericolo sarebbe sufficiente adattare la produzione e la distribuzione ai nuovi modelli commerciali, come ad esempio la creazione di efficienti apparati per la vendita diretta o la scelta di puntare sui cosiddetti SAL, ovvero i Sistemi Alimentari Locali mirati a creare una rete di proficue relazioni tra aziende agroalimentari piccole e medie.

Il problema emerge ancora con più forza in vista dell’avvicinarsi di quell’Expo 2015 che proprio al tema del cibo è dedicato.

L’esposizione universale potrebbe rappresentare per l’Italia un’occasione unica per portare queste tematiche all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, chiamate ad incentivare politiche che consentano di non disperdere una risorsa utile sotto il profilo economico e soprattutto sotto l’aspetto dell’alimentazione.

Mostrare attenzione al settore agroalimentare consentirebbe al nostro Paese di continuare a recitare il proprio ruolo in un mercato globale sempre meno attento alle specialità locali. Senza dimenticare comunque che in Italia si contano 4.813 prodotti tradizionali a cui si aggiungono le 268 certificazioni riguardanti prodotti DOP e IGP iscritte nel registro dell’Unione Europea.

14 aprile 2015
Fonte:
Lascia un commento