I cibi importati non fanno male solo all’ambiente, ma anche alla salute. A ricordarlo è la Coldiretti in un’analisi dei prodotti alimentari importati dall’estero che mettono più a rischio l’incolumità dei consumatori. La classifica è stata redatta usando i dati sulle allerte alimentari contenuti nel rapporto del Ministero della Salute.

Il dossier è stato presentato nei giorni scorsi al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio. Al primo posto della top ten della Coldiretti troviamo le nocciole. Grazie all’alto apporto di grassi sani le nocciole sono tra i cibi più salutari per il cuore, ma quelle importate dalla Turchia possono essere contaminate da sostanze cancerogene note come aflatossine. La frutta secca proveniente dalla Turchia è quella che ha fatto scattare il più alto numero di allerte comunitarie.

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Anche le arachidi e l’altra frutta secca importata dalla Cina sono a rischio aflatossine. Al terzo posto tra i cibi importati più pericolosi per la salute figurano il peperoncino e le altre spezie indiane, a rischio contaminazioni microbiologiche e con un alto contenuto di residui chimici.

Il pesce importato dalla Spagna occupa il quarto posto della classifica a causa degli alti livelli di metalli pesanti rivenuti negli stock di tonno e pesce spada. Al quinto posto troviamo nuovamente dei prodotti turchi: i fichi secchi contenenti aflatossine e i peperoni, con livelli di pesticidi sopra i limiti. Al sesto posto c’è la frutta secca indiana, nello specifico i semi di sesamo ad alto rischio salmonella.

Al settimo posto troviamo i pistacchi iraniani. Anche in questo prodotto è stata segnalata più volte la presenza di aflatossine. Nelle olive e nelle fragole egiziane sono stati invece segnalati livelli di pesticidi oltre i limiti consentiti in Europa. Irregolarità che hanno fatto guadagnare alla frutta e alla verdura provenienti dall’Egitto l’ottavo posto nella classifica della Coldiretti.

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Al nono posto si collocano i pistacchi importati dagli Stati Uniti, in cui sono state rivelate tracce di aflatossine cancerogene. In decima posizione troviamo il pesce vietnamita, un prodotto considerato a rischio per via delle numerose segnalazioni di metalli pesanti oltre i valori consentiti rilevate nel pangasio.

Questi prodotti purtroppo non sono gli unici a destare la preoccupazione delle autorità sanitarie italiane ed europee. Nel dossier l’associazione degli agricoltori mette in guardia da altri alimenti importati a rischio:

Vanno segnalati anche i casi delle erbe e delle spezie come paprika e peperoncino cinesi con pesticidi; i formaggi francesi con contaminazioni microbiologiche; i prodotti alimentari con vendita non autorizzati da parte degli Stati Uniti; il pollame con contaminazioni microbiologiche proveniente dalla Polonia. Irregolarità sui contenuti di pesticidi hanno inoltre generato allarmi per la frutta e la verdura importate dalla Cina, come broccoli e funghi.

La Coldiretti ha colto l’occasione per ricordare che in Italia i controlli sui prodotti alimentari sono tra i più rigidi al mondo. Le produzioni italiane sono quelle più sicure e meno contaminate.

Una ragione più che sufficiente per scegliere di acquistare cibi prodotti in Italia, tutelando la propria salute e sostenendo al contempo l’economia nazionale. Un supporto fondamentale per l’agroalimentare italiano messo a dura prova dalla concorrenza sleale straniera, che non di rado sacrifica qualità e sicurezza dei prodotti sull’altare della competitività.

17 ottobre 2016
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I vostri commenti
AROLDO, sabato 7 gennaio 2017 alle14:32 ha scritto: rispondi »

Purtroppo gli interessi economici sovrastano ogni cosa, l'unico modo per farci sentire è boicottare i cibi spazzatura. Sono 7/8 anni che non compro più biscotti con olio di palma .... evidentemente altri hanno seguito lo stesso comportamento ed oggi la maggior parte delle aziende produttrici si sono dovute adeguare

Maria Grazia, domenica 23 ottobre 2016 alle22:20 ha scritto: rispondi »

È' qualche anno che mi sono accorta di questa cosa ignobile, ho anche pensato che tutto cio'che produce l'Italia venga venduto all'estero e a noi ci tocca mangiare le loro schifezze. Si perchè il cibo che proviene dall'estero e'troppo diverso dal nostro sia come sapore, sia come polpa diversa come le mele sono legnose come anche le patate e via così'. Basta con questo DIO DENARO, il nostro governo invece di pensare al loro tornaconto e a dare soldi agli extracomunitari Pensi al proprio popolo, fargli mangiare cibo italiano

Calipso, giovedì 20 ottobre 2016 alle17:45 ha scritto: rispondi »

Perchè li troviamo sui nostri scaffali?

gavagnin rosa antonia, mercoledì 19 ottobre 2016 alle3:55 ha scritto: rispondi »

mangiar meno e mangiar meglio con più attenzione agli acquisti e ritornare ai cibi confezionati in casa

Pi9nuccio, martedì 18 ottobre 2016 alle6:57 ha scritto: rispondi »

Fate una potente campagna affinché su tutte le confezioni degli alimenti, anche quelli freschi, sia scritta a caratteri cubitali il paese di provenienza. Forza coraggio!

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