Quando si parla di politica energetica, spesso si pensa a progetti futuri, privi di dirette ricadute nel presente. Invece, dati i tempi della politica, troppe volte sono risposte tardive a problemi attuali, pronti ad esplodere con tutta la loro gravità.

Qualche anno fa, ci fu il blocco del gasdotto dalla Russia, oggi è quello libico ad essere stato chiuso, a seguito delle rivolte. Contemporaneamente, il prezzo del petrolio sta schizzando alle stelle, stringendo l’Italia in un vero e proprio assedio energetico.

Si dirà, che abbiamo scorte di gas sufficienti per mesi ed è auspicabile che siano davvero abbastanza a superare la crisi politica libica. Resta l’evidente dipendenza del nostro paese dalla situazione e dalle decisioni di vari stati, spesso non proprio i più “affidabili” a livello politico-diplomatico.

Per uscire da questa situazione, dovremo trovare un modo per ridurre il fabbisogno di petrolio e gas esteri. E dato che non abbiamo giacimenti sufficienti a soddisfare i nostri bisogni, l’unica soluzione sarà ridurre la nostra dipendenza da questi combustibili.

Il petrolio serve sia a muovere le nostre auto, sia a produrre energia elettrica nelle nostre centrali termoelettriche. È evidente che non basterà incrementare il numero di vetture “elettriche”, se comunque le centrali verranno alimentate a petrolio. Da qui la necessità di prendere delle decisioni importanti: fonti rinnovabili e/o nucleare. Sul secondo, però, vanno dette alcune cose importanti: si tratterebbe di una soluzione indubbiamente costosa, rischiosa e disponibile solo dopo molti anni (quelli necessari a costruire e mettere in funzioni le centrali). Inoltre, il funzionamento delle centrali dipenderà comunque dall’importazione di uranio dall’estero (anche se in quantità neanche paragonabili a gas e petrolio).

Grande importanza avranno i piani della mobilità, sia a livello nazionale, sia a livello cittadino. La riduzione della dipendenza dei cittadini dal mezzo personale è, probabilmente, la risposta definitiva ai problemi di smog e traffico. Ciò renderebbe però necessario uno scontro non solo con le abitudini “individualiste” di noi italiani, ma soprattutto di un cambiamento di atteggiamento verso le nostre aziende automobilistiche. Se oggi, i vari partiti sono per lo più proni verso le richieste di Marchionne e hanno per anni finanziato la Fiat con sgravi per l’acquisto di auto, si renderà necessario chiarire che i tempi d’oro delle auto sono finiti e il mercato dovrà ridimensionarsi.

Le stesse auto elettriche, il cui sviluppo rappresenta, comunque, una svolta necessaria, non potranno sostituire una per una le nostre auto.

L’analisi appena fatta potrà apparire opinabile, ma un dato sembra essere davvero oggettivo: la situazione energetica italiana sembra sempre di più poter esplodere. Probabilmente, potremo far fronte ai problemi ancora per qualche anno, ma trascorso questo periodo, sarà necessario aver trovato nuove strategie che risolvano davvero tutti i problemi presenti sul tavolo. Il fallimento di questo progetto porterà il nostro paese verso un inesorabile declino che si porterà dietro danni ambientali di proporzioni ancora da calcolare.

24 febbraio 2011
I vostri commenti
maria, venerdì 25 febbraio 2011 alle22:08 ha scritto: rispondi »

Beh in questo momento c'è da pensare ai poveri giovani che per un anelito di libertà sono morti. Poi quando sarà passata la crisi tornerà tutto come prima.

Yukari4288, giovedì 24 febbraio 2011 alle12:58 ha scritto: rispondi »

la cosa terrificante è che le centrali ci sono già, accanto a ridenti spiagge pubbliche nel lazio, per esempio. non so se mi atterrisce di più l'idea che ci mettano anni a farle funzionare o l'idea che riescano a farle funzionare mettendole in mano ad incompetenti che pagano bene gli appalti. questa penisola è talmente ridotta all'osso che ci metterebbe poco a scomparire. anche se non so se scomparirebbe in un esplosione o sott'acqua

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