Chitra: proprietà e come si mangia

È un frutto poco noto in Italia, dove non vede ancora una grande distribuzione, sebbene spesso sia scelto come ingrediente per integratori di varia natura. Il chitra, un alimento che ultimamente sta ottenendo sempre più consenso al pari delle bacche di Goji, è ricco di proprietà utili per l’organismo o, più semplicemente, può essere scelto per appagare il palato. Ma quali sono le sue caratteristiche e, ancora, come si mangia di solito?

Così come già accennato, non è semplice rinvenire il chitra sulla grande distribuzione, poiché non eccessivamente richiesto dai consumatori. In ogni caso, si potrà tentare la fortuna presso negozi specializzati in alimenti biologici o frutta esotica. Prima del consumo, è bene vagliarne le proprietà in concerto con il medico, per controllare sia compatibile con le proprie condizioni di salute, problematiche pregresse o farmaci in corso d’assunzione. Le informazioni di seguito proposte, perciò, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Chitra: origini e come si mangia

Chitra

Wikipedia

La Berberis aristata – nota anche come chitra, chutro o crespino indiano – è una pianta appartenente alla famiglia delle Berberidaceae. Di origine asiatica, in particolare di India, Nepal e delle aree coltivate in prossimità dell’Himalaya, l’arbusto ha trovato nei secoli una piccola coltivazione anche altrove, come in alcune zone dell’Europa e del continente americano. Ancora, oggi uno dei principali produttori a livello mondiale è lo Sri Lanka.

=> Scopri proprietà e benefici delle bacche di Goji


La pianta si caratterizza per una forma cespugliosa, solcata anche di piccole spine, nonché da caratteristiche foglie ovali di un verde intenso e lucido, leggermente allungate e dalla crescita simmetrica. A ridosso con la primavera, la pianta produce dei caratteristici fiori gialli, nonché dei grappoli di bacche rosse, dalle dimensioni piccole e dalla forma allungata. Queste ultime risultano molto dolci e acquose, con un retrogusto più acido: tale caratteristica le ha rese per secoli una scelta d’eccellenza per numerose ricette, soprattutto dalle popolazioni locali.

Nei paesi d’origine, il chitra è un frutto solitamente consumato fresco, sia per il suo potere rinfrescane che per l’elevato contenuto di zuccheri, per un carico d’energia immediato. In tempi moderni, tuttavia, si è diffusa la distribuzione delle bacche disidratate o, ancora, queste ultime vengono impiegate come ingrediente per integratori alimentari e rimedi naturali vari. Viene inoltre scelto per la produzione di alcune bevande, nonché come aromatizzante per le ricette, in particolare quelle dolci. Della pianta vengono inoltre impiegate le radici nelle zone d’origine, ad esempio per la realizzazione di liquori, mentre la pianta nel suo complesso è anche scelta per il suo alto contenuto in tannini, utili sia come colorante che per il trattamento delle pelli animali.

Chitra: le proprietà

Chitra

Wikipedia

Così come già accennato, le bacche di chitra sono note da secoli non solo per le loro buone proprietà nutrizionali, ma anche perché considerate un utile rimedio naturale dalla tradizione popolare e dalla cultura ayurvetica. Queste peculiarità, tuttavia, non sembra siano state sufficientemente analizzare a livello scientifico, dove ulteriori studi si rendono necessario. Per questo motivo, l’assunzione a questi scopi dovrà essere vagliata con il medico e, ovviamente, non potrà essere mai sostitutiva di altri trattamenti in corso.

=> Scopri come si mangia il mangostano


Dal punto di vista nutrizionale, il frutto è molto interessante: è infatti ipocalorico, con solo 5-10 calorie per 100 grammi di prodotto, perlopiù rappresentate da carboidrati. È però maggiormente rilevante il contenuto in micronutrienti: le bacche sono infatti ricche di vitamina C, ideale per il rafforzamento del sistema immunitario e per il contrasto dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Ancora, forniscono tannini e antociani, nonché la berberina, dall’effetto fortemente antiossidante. Date queste caratteristiche, la tradizione popolare ha associato al frutto delle peculiarità rinvigorenti ed energizzanti, nonché diuretiche dato il buon contenuto acquoso, quindi digestive e regolarizzanti del transito intestinale. Dalle popolazioni indiane, inoltre, le bacche sono anche usate contro piccole infiammazioni, sebbene non vi siano precise evidenze in merito.

A oggi, non sono state estensivamente studiate le possibili controindicazioni del frutto: sebbene sia largamente consumato in Asia, e non giungano precise segnalazioni di effetti indesiderati, sarà sempre necessario consultare preventivamente il medico.

28 gennaio 2018
Immagini:
Lascia un commento