Promuovere il settore della chimica da biomasse, incoraggiando la collaborazione tra imprese ed enti di ricerca e sensibilizzando le istituzioni pubbliche. Sono gli obiettivi di SPRING ( Sustainable Processes and Resources for Innovation and National Growth), uno dei Cluster Tecnologici promossi dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Programma Quadro per la Ricerca Europea Horizon 2020.

Questo cluster, appena presentato ufficialmente, è dedicato in particolare alla chimica da biomasse, un settore in cui l’Italia ha un ruolo di primo piano a livello mondiale. Costituito come Associazione senza scopo di lucro, SPRING è stato fondato da imprese come Biochemtex, Novamont e Versalis, oltre che da Federchimica.

Spiega Catia Bastioli, Presidente Spring e Amministratore delegato di Novamont:

Bioeconomia per l’Italia significa rimettere le radici nei territori, nel rispetto della biodiversità, creando ponti tra l’industria, le istituzioni, l’accademia, il mondo agricolo, le collettività, l’ambiente. Il Cluster – ha proseguito – rappresenta un’occasione imperdibile per costruire tali ponti, attraverso progetti olistici che guardano allo sviluppo di settori ad alto contenuto innovativo in grado di competere a livello globale grazie alle filiere corte, all’uso efficiente delle risorse locali e all’integrazione di tecnologie.

Oltre ai grandi marchi industriali, SPRING rappresenta anche PMI, università e tutte le principali organizzazioni di ricerca pubbliche italiane operanti nel settore della trasformazione e della raccolta della biomassa: il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Il progetto è inoltre sostenuto da otto regioni italiane (Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Veneto).

Commenta Cesare Puccioni, presidente di Federchimica:

La Chimica da biomasse, anche definita ‘chimica verde’, è un bell’esempio per far capire a tutti che il nostro settore offre soluzioni possibili per una sostenibilità che tenga conto, oltre che degli aspetti ambientali, anche delle implicazioni economiche e sociali. Ci aspettiamo che le Istituzioni ne comprendano pienamente il ruolo e vorranno adottare politiche di sostegno adeguate per un settore in cui l’Italia è all’avanguardia, che apre vasti orizzonti sul fronte tecnologico e di sviluppo industriale.

14 maggio 2014
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