Il disastro ambientale in Amazzonia costerà alla Chevron 18 miliardi di dollari. Questo è quanto stabilito della Corte d’Appello dell’Ecuador, confermando la precedente sentenza di condanna espressa in primo grado. L’importo del risarcimento viene però raddoppiato a causa della mancanta presentazione di pubbliche scuse da parte del colosso petrolifero USA.

Nella sentenza di primo grado la Chevron era stata condannata al pagamento del risarcimento pari a 8,6 miliardi più un ulteriore miliardo per le famiglie ecuadoriane presenti sul territorio inquinato dai rifiuti tossici della Texaco, ora una controllata della società petrolifera. Inoltre avrebbe dovuto porgere le sue pubbliche scuse attraverso i principali giornali statunitesi e ecuadoriani entro un limite di 15 giorni, superato il quale la multa sarebbe raddoppiata.

Nessuna scusa è stata presentata però dalla Chevron. Quest’ultima al contrario non si arrende alla nuova sentenza, accusando di corruzione e politicizzazione il sistema giudiziario dell’Ecuador:

Questa decisione illegittima e inapplicabile è un altro esempio della politicizzazione e corruzione del sistema giudiziario ecuadoregno che ha caratterizzato questo caso fin dall’inizio.

Immediata la replica dei giudici, che hanno tenuto a ribadire come siano state prodotte dall’accusa prove oggettive che non potevano essere ignorate:

La Corte si è basata su prove che dimostrano che Chevron ha violato i diritti delle comunità in cui ha lavorato.

4 gennaio 2012
I vostri commenti
Kal El, giovedì 5 gennaio 2012 alle17:04 ha scritto: rispondi »

Ho sentito oggi che il presidente dell'Ecuador vuole aiutare gli altri paesi che hanno subito lo stesso trattamento da questi "signori" a fargli pagare per i danni arrecati all'ambiente. Speriamo riescono a mandarli a gambe all'aria!!!

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