Chernobyl, aumento casi leucemia nei tecnici intervenuti dopo disastro

Chernobyl continua a mostrare nel tempo i terribili effetti dell’incidente nucleare del 1986. Da oltre 20 anni ormai vengono studiate le ripercussioni che l’esplosione i danneggiamenti al reattore numero 4 hanno prodotto, non soltanto nell’immediato, ma soprattutto a medio e lungo termine. Secondo quanto registrato vi sarebbe un forte aumento di casi di leucemia fra i tecnici che intervennero per ripulire l’area e limitare i possibili danni causati dalle radiazioni.

Secondo lo studio realizzato dagli scienziati dell’Università della California di San Francisco (UCSF) e dell’Unità di ricerca su Chernobyl presso la Radiation Epidemiology Branch of the National Cancer Institute, a rischio leucemia sarebbero poco meno di 111 mila (110.645) tecnici intervenuti dopo il disastro. A rivelarlo gli stessi ricercatori, che dalle pagine della rivista Environmental Health Perspectives mostrano i dati raccolti nel corso dei 20 anni di analisi (1986-2006).

Nel calcolo del rischio di leucemia è risultato compreso un numero più alto del previsto di casi di leucemia linfatica cronica, ritenuta in passato da molti esperti non collegata direttamente con l’esposizione a radiazioni. Quello presentato dal gruppo statunitense e attualmente il più esteso e corposo rapporto realizzato coinvolgendo gli addetti ai lavori impegnati nella pulizia degli effetti del disastro di Chernobyl.

Tra coloro che furono impiegati sul luogo dell’esplosione o nelle vicinanze dell’impianto nucleare sono stati riscontrati 137 casi di leucemia nell’arco dei 20 anni presi a esame, il 16% dei quali è direttamente attribuibile alle radiazioni di Chernobyl. Risultati che puntano il dito verso l’incidenza dell’esposizione atomica anche a basse intensità.

Risultati che vanno a interessare in maniera diretta lavori come quelli svolti da minatori, addetti alle centrali nucleari, tecnici per radiografie e altri occupati che sono costantemente esposti a radioattività anche modesta. Un rischio quello legato all’esposizione alle radiazioni di bassa intensità che il capo ricercatore e professore associato di epidemiologia e biostatistica alla UCSF Lydia Zablotska invita a non sottovalutare:

Anche basse dosi di radiazioni sono importanti e vogliamo aumentarne la consapevolezza.

9 novembre 2012
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I vostri commenti
Maurizio (progettista contatori geiger), lunedì 23 settembre 2013 alle18:28 ha scritto: rispondi »

Questo è ancora niente, la vera tragedia per i giapponesi e per mezzo mondo, sarà quando a novembre forse tenteranno la rimozione di ben 400 tonnellate di combustibile nucleare. Una operazione rischiosissima mai tentata prima su questa scala, si tratterebbe di contenere radiazioni equivalenti addirittura 14.000 volte quelle rilasciate dalla bomba atomica di Hiroshima -

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