I cetrioli sono un ortaggio ben diffuso all’interno della dieta mediterranea. Consumati sia freschi che in sottaceto, possono essere facilmente coltivati sia in orto che in balcone: superata la fase della semina, infatti, la pianta non necessita di attenzioni estreme.

Naturalmente, il primo passo è quello di scegliere la varietà che si desidera coltivare, qualora si preveda un consumo in insalata o una conservazione in barattolo. Le pratiche di coltivazioni rimangono comunque simili e, in caso di dubbi, si consiglia di chiedere un parere al proprio fornitore di semenze preferito.

Cosa sapere prima di coltivare i cetrioli

Il Cucumis sativus appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa di zucchine, zucca, cocomeri e molti altri. Originario dell’India e poi diffusosi in tutto il mondo già dal 1.500, l’ortaggio si caratterizza per una forma cilindrica e allungata, dalla buccia solitamente verde e ruvida, la polpa bianca e la presenza di semi interni. Viene normalmente consumato fresco, soprattutto in insalata, oppure in conservazione sottaceto. La varietà scelta per questa operazione è solitamente più piccola, tanto che si parla comunemente di cetriolini.

Il clima ideale per la coltivazione del cetriolo è quello mediamente caldo, temperato e spesso coinvolto da precipitazioni, poiché durante la fase di crescita la pianta ha bisogno di quantità importanti d’acqua. Può crescere a partire dai 10 gradi esterni, sebbene le temperature più indicate siano quelle superiori ai 18. Per contro, però, potrebbe soffrire anche il caldo eccessivamente torrido, poiché potrebbe portare ad aridità del terreno con la conseguenza di radici secche. Date queste necessità, il periodo solitamente scelto per la semina è quello tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Il terreno preferito è morbido ma a medio impasto, non eccessivamente argilloso né troppo compatto. Per questo motivo, è utile arricchire il terriccio di destinazione con torba e sostanze organiche, ma anche compost e derivati. Un suolo morbido e arieggiato, infatti, non solo permette di distribuire al meglio l’umidità, ma anche garantisce buone temperature alle radici, per una crescita più rigogliosa.

Sebbene il cetriolo debba essere annaffiato abbastanza di frequente, soprattutto qualora la propria zona di residenza non fosse sufficientemente coinvolta da pioggia, è bene che il terreno presenti anche ghiaia o altri elementi che ne favoriscano il drenaggio. I ristagni d’acqua, infatti, accelerano il decadimento della pianta e l’attacco di agenti infestanti.

Il raccolto, infine, avviene a circa 100 giorni dalla semina o, in alternativa, quando la dimensione dell’ortaggio avrà raggiunto dimensioni soddisfacenti.

Coltivazione in vaso o in orto

Il cetriolo può essere facilmente coltivato in vaso o in orto, anche se questa seconda modalità è molto più diffusa, per la possibilità di giungere a raccolti molto più ricchi.

La predisposizione del vaso è molto importante: sul fondo andrà inserito un letto di ghiaia e cocci, affinché si faciliti il deflusso dell’acqua. Si riempie il tutto con terriccio a medio impasto, arricchito anche con torba e compost, quindi lo si inumidisce leggermente prima della semina o del trapianto. Per le dimensioni contenute dei vasi, di norma, per la coltivazione in vaso si preferisce ricorrere a piantine già germogliate, disponibili in qualsiasi negozio di prodotti per l’orto.

La semina in terra piena avviene, come già accennato, dalla fine d’aprile in po’, con un picco nella prima metà di maggio anche se non è raro prosegua fino a giugno. In genere, si praticano dei fori sufficientemente profondi nel terreno del giardino, distanziati in modo sufficiente affinché le piante possano svilupparsi senza interferire l’una con l’altra. A seconda dell’estensione a propria disposizione, si considerano dagli 80 ai 120 centimetri. A questo punto, si inseriscono 3-4 semi per foro e si ricopre il tutto con terriccio ricco e fertilizzato, senza però compattare. Non appena saranno spuntati i germogli, si passa al diradamento: si eliminano le pianticelle più deboli.

Tra le operazioni di mantenimento, la potatura se la crescita dovesse essere eccessivamente rigogliosa, ma anche la cura degli agenti infestanti: tra i tanti, afidi e muffe. Si ricordi, infine, come la natura rampicante della pianta possa richiedere la predisposizione di adeguati supporti.

11 aprile 2015
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