Greenpeace in azione contro il CETA a Lussemburgo, capitale dell’omonimo Stato. L’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada rischia di danneggiare fortemente i diritti democratici dei cittadini europei secondo quanto affermato dall’associazione ambientalista, che sul centro congressi che sta ospita il vertice dei ministri UE ha esposto uno striscione di oltre 70 metri quadrati riportante la scritta:”Non svendete la democrazia – #StopCETA“.

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Il CETA rappresenta una minaccia, spiega Greenpeace, non soltanto per la democrazia europea, ma anche per l’ambiente e i servizi pubblici all’interno del territorio UE. Come ha riferito Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura e progetti speciali di Greenpeace Italia:

Il messaggio per il governo italiano e l’Unione europea è molto chiaro: il CETA va fermato. Se oggi i ministri dovessero firmare l’accordo, compierebbero un gesto contrario al volere della maggioranza dell’opinione pubblica europea. Le relazioni commerciali tra l’Ue e gli altri Paesi dovrebbero seguire i basilari principi democratici e contribuire a tutelare clima, ambiente, politiche sociali, oltre che raggiungere obiettivi di carattere economico. Il CETA invece, così com’è, antepone gli interessi delle multinazionali a quelli delle persone e del Pianeta.

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Si tratta di un accordo, prosegue Greenpeace, che concede a investitori e industriali non comunitari di imporre la propria volontà sulle politiche ambientali europee (persino sul rispetto dell’Accordo di Parigi) e sui servizi destinati ai cittadini (tra i quali la fornitura di acqua). Come ha ribadito Ferrario:

Un buon accordo sul commercio non dovrebbe entrare in conflitto con altri provvedimenti di interesse collettivo, come l’accordo sul clima di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Qualsiasi accordo che metta a rischio standard ambientali, di salute pubblica e del lavoro, per concedere poteri privilegiati alle multinazionali, servirà invece ad alimentare le disuguaglianze a scapito dei cittadini.

La riunione di oggi segna un punto nodale per l’iter di approvazione del CETA: alcune sue parti potranno essere già approvate in via provvisoria, mentre se riceverà una disponibilità sufficiente da parte degli Stati membri potrà essere approvato e firmato da UE e Canada il prossimo 27 ottobre a Bruxelles.

A quel punto mancherà soltanto la ratifica del Parlamento UE, che si esprimerà tra la fine del 2016 e l’avvio del 2017. Se verrà concesso il via libera dai parlamentari comunitari il CETA entrerà, almeno in larga parte, in vigore prima che i singoli parlamenti nazionali possano esprimersi in merito.

18 ottobre 2016
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