CETA entra in vigore, Greenpeace: a rischio sicurezza alimentare

È entrato in vigore in una fase di applicazione provvisoria il CETA. Si tratta di un accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Canada. Forte la reazione di Greenpeace nei confronti del trattato. Gli ambientalisti sostengono che può mettere a rischio la sicurezza alimentare, perché può ostacolare gli standard per gli alimenti e per l’agricoltura che sono stati stabiliti dall’Unione Europea.

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Secondo i rappresentanti della nota associazione ambientalista, attraverso l’applicazione del CETA, le aziende nordamericane avranno in mano differenti opportunità per rendere più deboli le regole da rispettare su ormoni della crescita, OGM, clonazione animale e trattamento della carne con sostanze chimiche.

Potrebbero essere in pericolo anche i dettami sull’indicazione in etichetta del Paese di origine dei cibi. I rappresentanti di Greenpeace vorrebbero che gli Stati membri dell’Unione Europea rigettassero il CETA. Anche l’Italia, secondo loro, dovrebbe impegnarsi in questo senso, perché il tutto andrebbe a svantaggio del marchio made in Italy.

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I singoli parlamenti nazionali dell’Europa non hanno ancora dato completamente il loro via libera all’applicazione del CETA. Si sta ancora discutendo su quale atteggiamento mostrare. Eppure provvisoriamente entrerà in vigore il 90% delle regole stabilite dal trattato.

Il CETA stabilisce il principio della cooperazione normativa, attraverso la quale le multinazionali potranno avere sempre più peso nelle decisioni politiche che riguardano il commercio internazionale. Pensiamo per esempio al caso della pasta: il Canada esporta grandi quantità di frumento nel nostro Paese, che poi viene trasformato in pasta. Tutto ciò potrebbe ridurre l’intenzione da parte degli Stati europei di applicare le norme sull’etichettatura anche a questo prodotto tipico italiano.

Problemi potrebbero esserci anche per quanto riguarda gli OGM. Per esempio nel 2016 le autorità canadesi hanno reso possibile commerciare il salmone OGM senza etichettatura. Secondo Greenpeace, con il CETA potrebbero moltiplicarsi le esportazioni del salmone OGM non identificato anche negli Stati dell’Unione Europea, perché si punterebbe su un abbassamento delle tariffe.

21 settembre 2017
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