Un incidente drammatico lascia sotto shock i visitatori del parco divertimenti inglese Lightwater Valley. Lo scorso sabato un cervo è purtroppo stato investito da un vagone delle montagne russe, perdendo la vita sul colpo. E la scena è stata decisamente tragica, poiché la velocità dello scontro ha causato la decapitazione dell’animale.

Il tutto è successo di prima mattina, a poche ore dall’apertura. Le montagne russe in questione, chiamate “Ultimate”, sono fra le più famose del mondo poiché nel 1991 hanno segnato il record globale di lunghezza, primato rimasto invariato fino al 2001. Proprio per questo motivo, sono l’attrazione principale del parco divertimenti sia per bambini che per adulti.

Stando alle prime ricostruzioni, il cervo sarebbe entrato d’improvviso in rotta di collisione con i vagoni durante una ripida discesa, rendendo così impossibile frenare il mezzo prima dell’impatto. Lo scontro sarebbe stato particolarmente violento, tanto da decapitare l’animale. Il tutto sarebbe avvenuto molto velocemente: i passeggeri non avrebbero davvero realizzato cosa sia accaduto, fatta eccezione per il frastuono dello schianto. È solo al termine del percorso che i viaggiatori hanno ricevuto le informazioni del caso, in particolare dopo aver notato alcune ridotte macchie di sangue su chi si trovava seduto in prima fila. Così ha spiegato un portavoce:

Possiamo confermare come un giovane cervo sia stato sfortunatamente investito da un vagone dell’Ultimate lo scorso sabato mattina. […] Una coppia di visitatori ha rilevato macchie di sangue sui loro vestiti, ma nessun altro passeggero ha commentato l’incidente oltre alla comprensibile preoccupazione per il cervo. Nessun visitatore è rimasto ferito durante la corsa.

La tragedia sarebbe avvenuta su una lunga tratta di 2,5 chilometri, un percorso che attraversa campi e boschi alla velocità di 80 chilometri l’ora. Nonostante l’intera struttura sia circondata da reti di protezione e altri impianti di sicurezza, di tanto in tanto succede che qualche animale riesca comunque a ottenere l’accesso. La direzione del parco ha espresso rammarico per l’accaduto, promettendo di rafforzare ulteriormente le barriere per garantire una protezione ancora migliore alle specie selvatiche.

30 settembre 2014
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