Mantenere alta la concentrazione e il cervello attivo spesso vede come soluzione privilegiata il consumo di caffè. Vi sono tuttavia diverse soluzioni alternative secondo quanto dichiarato dalla nutrizionista Amy Morris al quotidiano britannico Daily Mail, a cominciare da una buona prima colazione.

Secondo quanto riferito dal quotidiano britannico diversi studi hanno in passato collegato una scarsa concentrazione e reattività del cervello a un suo precoce invecchiamento. Prevenire tale problema è possibile seguendo i 7 consigli indicati dalla nutrizionista.

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Cibi poco processati e che comprendano tutte e tre le categorie di macronutrienti: grassi, proteine e carboidrati. Questo il consiglio di Morris per la colazione, oltre alla raccomandazione di non saltarla mai. I benefici ricadrebbero sia sulla memoria a breve termine che sulla durata dell’attenzione.

Altro consiglio è quello di consumare ogni giorno una manciata di frutta secca col guscio, siano noci, nocciole, pistacchi, mandorle o anacardi è lasciato al gusto personale. Quel che è importante è il loro contenuto in vitamina E, utile a ridurre il declino cognitivo. Possibile anche riccorere a un mix di questi alimenti naturali.

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Il tè verde matcha è un’altra buona pratica per tenere il cervello attivo e la propria attenzione alta. Seppur in quantità ridotta garantirà comunque un certo apporto di caffeina, oltre a un’ottima quantità di antiossidanti e di L-teanina. I benefici offerti arriveranno inoltre senza il fastidoso nervosismo che accompagna un intenso consumo di caffè.

Assicurare un livello sufficiente di idratazione al proprio corpo eviterà pericolosi cali di attenzione, prosegue la nutrizionista. Efficace anche in questo caso il tè verde, come la sempre consigliata acqua fresca.

Amy Morris raccomanda inoltre il consumo di pesce azzurro e salmone, così da assicurarsi preziosi benefici per il cervello offerti dagli acidi grassi omega-3. Stando a uno studio datato 2011 tali sostanze migliorerebbero le prestazioni della memoria del 15%.

Il sesto consiglio è quello di concedersi una buona e salutare notte di sonno, con la nutrizionista che ricorda come diversi studi abbiano collegato la privazione del sonno a un calo delle prestazioni cognitive e della soglia di attenzione.

Qualora questo non fosse sufficiente vi è un ulteriore consiglio, quello di praticare la meditazione. Uno studio della University of North Carolina ha indicato questa pratica come efficace per migliorare le funzioni cognitive: basterà una sessione di 20 minuti al giorno per 4 volte alla settimana. Tra i suoi benefici anche la riduzione dello stress e il miglioramento dell’umore.

10 febbraio 2017
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I vostri commenti
Maria , martedì 14 febbraio 2017 alle8:03 ha scritto: rispondi »

Si ma tutti questi tipi di assunioni alzano la pressione arteriosa. Me personalmente il caffè porta disturbi molto seri sulla concentrazione e la memoria, creandomi difficoltà nel dialogare e ricordare. Per quanto il caffè lo adoro, mi condiziona tutta la giornata. Cosa fare?

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