Cerca di imbarcare un pavone in aereo, poiché suo supporto emotivo

Negli Stati Uniti è una consuetudine ormai ben rodata: per i voli interni, le principali compagnie aeree permettono di trasportare in cabina cani e gatti, affinché aiutino il proprietario a gestire lo stress e la paura dell’aereo. E così una passeggera ha deciso di presentarsi al check-in della società con cui aveva deciso di viaggiare, chiedendo l’immediata ammissione del suo animale di supporto. Non un docile cagnolino o un piccolo gatto, bensì un vistoso pavone.

Il tutto è accaduto qualche giorno fa presso il Newmark Liberty International Airport, scalo statunitense del New Jersey. Secondo quanto riferito dalle fonti a stelle e strisce, una donna si è improvvisamente presentata al check-in accompagnata da un grande pavone, pronto a seguirla fedelmente passo dopo passo, nonché anche a riposare sulle sue spalle. La passeggera ha quindi richiesto l’animale venisse ammesso in cabina poiché animale da supporto emotivo, possibilità tuttavia negata dalla compagnia.

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A nulla pare siano servite le proteste della donna, così come anche il fatto di aver acquistato un biglietto appositamente per il pennuto: le dimensioni dell’animale, così come l’imprevedibilità tipica di questa specie, non ne avrebbero garantito un trasporto sicuro, né per il volatile né per gli altri passeggeri.

Secondo quanto rivelato dallo staff dell’aeroporto ad alcuni media statunitensi, la compagnia aveva già più volte riferito alla donna, tramite vari contatti telefonici, come il pavone non potesse essere accolto in cabina. Eppure quest’ultima ha deciso di presentarsi comunque al check-in, ignorando le indicazioni già ricevute.

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A quanto sembra, non capita di rado che negli Stati Uniti i passeggeri tentino di imbarcare gli animali più disparati, approfittando di una normativa nata tuttavia per altro scopo. Il permesso di volare con cani o gatti, infatti, è stato pensato non solo per accogliere i cani guida di persone non vedenti o affetti da varie difficoltà motorie o psicologiche, ma anche affinché siano d’aiuto a persone affette da gravi disturbi d’ansia e attacchi di panico. In molti, tuttavia, pare abbiano sfruttato la possibilità facendo transitare qualsiasi esemplare, anche senza una reale necessità.

1 febbraio 2018
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