La Nuclear Regulatory Commission potrebbe aver deliberatamente messo a tacere delle informazioni sulla vulnerabilità di impianti nucleari USA. A lanciare l’accusa è stato un ingegnere della stessa agenzia, che ha presentato una denuncia agli “investigatori interni” della NRC.

Nella lettera non si fa riferimento solo alla censura di informazioni sui rischi legati alle centrali, ma anche al fallimento dei tentativi di mettere in sicurezza gli impianti. I problemi riguarderebbero soprattutto i tre reattori della stazione nucleare di Oconee, nei pressi di Seneca, in Carolina del Sud. Secondo le denunce, la presenza di una diga a monte dell’impianto metterebbe la centrale a rischio di inondazioni, con possibili conseguenze simili a quelle del disastro di Fukushima.

Secondo il sito del The Huffington Post, che ha ottenuto una copia della lettera redatta dall’ingegnere della NRC, un altro membro della Commissione, Richard H. Perkins, avrebbe cancellato da da un rapporto ufficiale dell’agenzia i riferimenti al pericolo di un collasso della diga di Oconee.

Il report incriminato risale al luglio del 2011, quattro mesi dopo l’incidente alla centrale Fukushima Daiichi, e vede proprio Perkins tra gli autori principali. La “censura” riguarderebbe anche altri impianti in giro per il Paese, come il reattore di Calhoun, in Nebraska, e il sito delle Prairie Island in Minnesota. In tutti questi casi, una eventuale inondazione potrebbe minare l’efficienza delle componenti impiantistiche e dei sistemi di sicurezza delle centrali, a cominciare dalle reti elettriche.

A seguito delle rivelazioni, la Nuclear Regulatory Commission ha avviato una indagine interna, ma ha recentemente confermato ufficialmente di “non aver individuato problemi di sicurezza immediati” negli impianti in questione. In risposta alle pressanti richieste di divulgare tutte le informazioni in suo possesso, la NRC ha divulgato una nota al rapporto sulla sicurezza, ma ha precisato che la divulgazione dei dati restanti è fuori discussione, perché “metterebbe a repentaglio la sicurezza o la vita stessa di numerosi individui”.

Il riferimento è al possibile uso che organizzazioni terroristiche e altri gruppi criminali potrebbero fare delle informazioni sulle dighe a monte. La redazione del The Huffington Post, in ogni caso, ha raccolto altre testimonianze anonime di personale della NRC che confermano la tesi della censura deliberata.

19 settembre 2012
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