Centrali nucleari: tipologie e rischi

Da tempo, soprattutto dopo l’iniziativa del Governo italiano di intraprendere la strada del nucleare in Italia, si dibatte sui pro e i contro di questa fonte energetica. Cercando di non farci influenzare da sostenitori od oppositori, cercheremo in questo articolo di fornire alcune indicazioni sulla tecnologia nucleare attualmente disponibile e sulla sua sicurezza.

I primi prototipi di reattori, sviluppati da molte nazioni e denominati di Prima Generazione, solo raramente sono entrati in funzione. Si basavano infatti su progetti poco affidabili e, soprattutto, erano quasi completamente privi di sistemi di sicurezza. Purtroppo una delle centrali basata su reattori di prima generazione è stata proprio Chernobyl. I primi reattori commerciali entrati a regime sono stati quelli di Seconda Generazione, significativamente migliorati rispetto ai precedenti, anche se il disastro che si sta verificando alla centrale di Fukushima pone serissimi dubbi sulla reale sicurezza di questa tipologia di queste centrali. La maggior parte degli impianti in esercizio negli Stati Uniti sono di seconda generazione.

I reattori di Terza Generazione sono invece comparsi poco più di dieci anni fa solo in alcune delle nazioni più avanzate dal punto di vista nucleare e dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) rappresentare la tipologia che sarà installata in Italia. Tali reattori non possiedono solo miglioramenti evolutivi, ma soprattutto cambiamenti rivoluzionari rispetto al passato, quali cicli in grado di produrre rifiuti meno radioattivi e sistemi di sicurezza passiva che bloccano le reazione in caso di problemi o guasti. Ovviamente, in caso di disastri naturali come quelli accaduti in Giappone, la sicurezza delle centrali, anche quelle di terza generazione, non è qualcosa di certo.

L’ultima tipologia è, infine, quella delle centrali a fusione nucleare, secondo gli addetti ai lavori rappresenterebbe il massimo in termini economici, di sicurezza e di rinnovabilità anche se allo stato attuale non esistono impianti di questo tipo. Anche in questo caso, i principali vantaggi dovrebbero essere rappresentati dall’utilizzo di materiali poco radioattivi, quali trizio e deuterio, dalla assoluta assenza di rifiuti tossici e da sistemi di sicurezza intrinseci, cioè legati principalmente alla tipologia di sostanze utilizzate come carburante e alle reazioni necessarie alla produzione di energia.

14 marzo 2011
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I vostri commenti
Stefano Triolo, mercoledì 16 marzo 2011 alle15:07 ha scritto: rispondi »

secondo me avete ragione entrambi perché il problema è un'altro. Dato il nostro modo "particolare" di gestire lo stato e la sicurezza dei cittadini, credete che verranno rispettate tutte le procedure per la corretta localizzazione degli impianti, per la corretta gestione e, soprattutto, per evitare danni all'ambiente e ai cittadini?

Mario A, mercoledì 16 marzo 2011 alle10:02 ha scritto: rispondi »

l'Italia è un paese geologicamente "particolare": vi sono presenti tutti i rischi naturali: sismico, vulcanico, idrogeologico. Qualsiasi centrale ultra-sicura dovrà confrontarsi con queste incombenze.

en, lunedì 14 marzo 2011 alle15:05 ha scritto: rispondi »

se non sbaglio in Italia dovrebbero installare le centrali nucleari di "generazione III+" che sono state rivisitate dal punto di vista sicurezza..

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