Fumata nera per l’accordo UE sugli stress test da effettuare sulle centrali nucleari del continente. Ieri, dopo la riunione dei responsabili per l’energia nucleare dei 27 stati membri, nessun accordo definitivo è stato raggiunto. Ogni decisione è rimandata alla prossima riunione, in programma per il 19 e 20 maggio a Praga. Il commento del Comissario europeo all’energia Oettinger parla di progressi fatti, ma di intesa non ancora trovata. Si mostra tuttavia cautamente ottimista quando afferma che:

Il contenuto è più importante della tabella di marcia. L’opinione pubblica si aspetta stress test credibili per coprire una vasta gamma di rischi e di questioni di sicurezza. Ed è su questo che stiamo lavorando

Una decina di giorni e sapremo se verrà raggiunto un compromesso su quei punti che ancora frenano il provvedimento. Uno di questi, in particolare, vede al momento la ferma opposizione di Francia e Inghilterra. Si tratta di decidere se gli stress test debbano essere o meno effettuati tenendo conto di possibili attacchi aerei o terroristici.

La spinta maggiore viene proprio da Gunter Oettinger, che vorrebbe dei test di sicurezza che tengano conto di incidenti, errori umani, disastri naturali e rischi legati al terrorismo. Come dicevamo, sembra proprio questo il punto su cui si concentrano le maggiori spaccature nel consiglio. Particolarmente ferma la posizione francese, nonostante dopo l’11 settembre 2001 una decisione presa a livello europeo preveda il calcolo di rischi terroristici come vincolo per l’approvazione di nuovi impianti.

In ultimo restano da chiarire le reali posizioni dei paesi dell’Ue. I partecipanti hanno tenuto a confermare che gli stress test restano assolutamente volontari. Resta da chiedersi a questo punto: verranno effettuati solo se il singolo stato ritiene soddisfacente l’accordo?

13 maggio 2011
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