Bruciare carbone per produrre energia produce un impatto negativo sia a livello sanitario che a livello ambientale. Ne sa qualcosa la Cina che produce gran parte della sua elettricità nelle centrali a carbone e che per questo paga un prezzo molto alto. In Cina le morti per inquinamento superano quelle provocate dal fumo. Nel Paese solo nel 2013 i decessi legati allo smog sono stati ben 257 mila.

Mentre la Cina studia come ridurre la sua dipendenza dai fossili, puntando a una sostituzione progressiva con le fonti rinnovabili e a metodi alternativi per produrre energia come il bruciare banconote fuori corso, Oltreoceano c’è chi pensa a misure più radicali. Lo Stato dell’Oregon intende infatti mettere al bando l’elettricità prodotta dal carbone.

La proposta è stata avanzata dal senatore dell’Oregon Chris Edwards e da Tobias Read, rappresentante dello Stato alla Camera. Anche se la proposta può sembrare azzardata, secondo i primi sondaggi ben il 71% dei cittadini dell’Oregon appoggerebbe una legge simile.

Il dato ancora più sorprendente, emerso dal sondaggio condotto dagli ambientalisti del Sierra Club, è che metà della popolazione resterebbe favorevole al provvedimento anche se la messa al bando del carbone portasse a un aumento delle bollette energetiche.

L’Oregon inoltre è uno degli Stati americani che più di altri potrebbe fare da pioniere per l’eliminazione del carbone. Nello Stato solo 1/3 dell’elettricità attualmente proviene da centrali a carbone. I restanti 2/3 sono già coperti dalle fonti rinnovabili, in misura maggiore dall’idroelettrico.

Lo Stato americano è a un passo da un’alimentazione 100% rinnovabile. Secondo gli ambientalisti la fonte energetica su cui puntare nei prossimi anni, per liberarsi definitivamente dalla dipendenza dai fossili, è il solare. L’Oregon attualmente ha installato solo 81 MW di potenza fotovoltaica. Nello Stato c’è dunque un ampio margine di sviluppo per l’industria fotovoltaica.

I dati diffusi dall’Environment Oregon Research & Policy Center parlano chiaro: favorendo l’installazione dei pannelli solari sui tetti, già entro il 2025 il 20% dell’elettricità totale prodotta nello Stato potrebbe essere coperta dal fotovoltaico, per un totale di 10 GW di nuova potenza installata.

L’Oregon arriverebbe così a coprire il 90% del fabbisogno energetico totale grazie alle fonti rinnovabili. A quel punto, il resto del percorso verso l’obiettivo del 100% sarebbe tutto in discesa. L’Oregon si vanta di essere uno degli Stati più verdi degli USA e fonda gran parte della sua economia sul turismo sostenibile, puntando molto sul cicloturismo. Diventare il primo stato degli USA 100% rinnovabile gioverebbe ulteriormente alla sua immagine e attirerebbe ancora più turisti.

5 febbraio 2015
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