Dure critiche del WWF contro la riapertura della centrale a carbone Enel di Genova. Nonostante l’annuncio della chiusura fosse giunto appena sei mesi fa, la struttura potrebbe già riaprire i battenti a causa del blocco delle centrali nucleari francesi. Una scusa insostenibile secodìndo l’associazine, che attacca duramente il Governo Gentiloni.

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Di particolare gravità secondo il WWF è il fatto che la decisione di riaprire la centrale a carbone di Genova sia stato presa proprio dall’Esecutivo attraverso il Ministero per lo Sviluppo Economico, su segnalazione di Terna. Le motivazioni legate al calo della produzione francese vacillerebbero, prosegue l’associazione, anche in virtù delle “moltissime centrali a gas a ciclo combinato, più efficienti e meno impattanti dal punto di vista sanitario e ambientale”.

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Una struttura quella genovese nata negli anni ’50, per un totale complessivo di 295 MW. Composta in origine da tre elementi, due di minore grandezza (chiusi rispettivamente nel 2012 e nel 2014), la centrale a carbone Enel di Genova ha prodotto (con il solo elemento centrale attivo) 807.445 tonnellate di CO2 nel solo 2015 (dati ufficiali ETS). Tale riapertura porterebbe, prosegue il WWF, al finanziamento della struttura attraverso:

Meccanismi di capacity payment a carico dei consumatori tramite la bolletta, veri e propri sussidi ai combustibili fossili, in questo caso addirittura al peggiore dei combustibili fossili.

La centrale deve essere chiusa, prosegue l’associazione ambientalista, senza che un singolo euro a favore del carbone vada a gravare sulle bollette degli italiani. Il Governo deve scegliere la via di un vero sviluppo sostenibile e non cedere alle pressioni delle lobby italiane e straniere secondo quanto ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia:

È una decisione gravissima che usa scuse rese risibili dalla enorme sovra capacità italiana: siamo in grado di produrre quasi 117 GW di energia elettrica a fronte del massimo picco di domanda interna di 60,5 GW. In realtà, si riapre al carbone dopo che erano venute prese di posizione e impegni formali per l’abbandono di questa fonte pericolosa sia per la salute che per l’ambiente e letale per il clima (produce 2 volte di più CO2 delle centrali a gas).

La richiesta di riapertura di Genova si configura addirittura come una violazione del libero mercato, dal momento che Enel è diventata una SPA e ci potrebbero essere altri operatori interessati a soddisfare la domanda di energia francese o il mancato acquisto dell’energia nucleare d’Oltralpe a fini speculativi (visto che viene rivenduta a caro prezzo e importata praticamente a costo zero, non perché ne abbiamo bisogno).

Questa è una vicenda che certamente segnaleremo alla Unione Europea. La richiesta del MISE denuncia, oltretutto, che nel Nord Italia si è fatto e si sta facendo poco per le rinnovabili, mentre al Sud la situazione è migliore. In Liguria, ad esempio, il fotovoltaico non copre nemmeno il 2% del fabbisogno elettrico regionale.

13 gennaio 2017
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