Una classico della Vigilia di Natale è quello di organizzare una cena, da trascorrere con i propri cari o con gli amici più vicini. È il preludio alla festa, è il momento dell’attesa, è l’attimo dell’arrivo. L’atmosfera sospesa della notte della Viglia di solito è impreziosita da una combinazione di cibi e pietanze, che rendono più gustosa l’attesa.

Per il menù della vigilia di Natale da sempre ogni regione propone le proprie specialità, privilegiando pietanze a base di pesce. Ma per una serata diversa, meno dispendiosa e più rispettosa dell’ambiente che ci circonda, potrebbe diventare stuzzicante mescolare ricette nostrane e specialità etniche privilegiando l’ambiente. Questo non vuol dire rinunciare al gusto oppure non soddisfare la gola, bensì risparmiare senza privarsi di nulla. Anche in previsione della giornata di Natale, che sarà di certo ricca di pietanze, dolci e bevande.

Per quanto riguarda gli antipasti del menù della Vigilia preparate un piatto di cruditè tagliate sottili, da intingere in una salsina creata con olio EVO, aceto balsamico, pepe nero, sale e una spolverata di paprica. In alternativa preparate una salsa mescolando un bicchiere di succo di limone, sale e pepe q.b, olio EVO, 2 cucchiai di senape o di rafano e una cipollina dolce sminuzzata. Accompagnateli con crostini di pane nero ricoperti con una velatura di margarina e semi di sesamo tostate. Oppure con una piccola insalata fatta con alghe saltate, cetrioli, aceto di riso e sesamo tostato.

Per quanto riguarda i primi piatti del menù della Vigilia niente di meglio che una zuppa, magari di cardi o carciofi di stagione, nella piena tradizione Piemontese e Abruzzese. Puliteli eliminando le foglie esterne più dure, la peluria interna e riducete i gambi teneri a tocchetti, quindi immergeteli in acqua e limone. Mettete sul fuoco una pentola con acqua, portate a ebollizione e unite i cardi e l’acqua con il limone lasciando cuocere per 30 minuti. A parte fate soffriggere dell’aglio per qualche minuto, eliminatelo e unitevi i cardi. Lasciateli insaporire per alcuni minuti mescolandoli, quindi ammorbiditeli con 3 bicchieri di acqua calda e salate. Frullate e servite bollente con crostini di pane tostato.

Come primo alternativa per la Vigilia preparate un piatto di canederli alle verdure, ricetta tipica della tradizione del Trentino Alto Adige. Gli ingredienti: 25 gr. di margarina, 100 ml di latte (va bene anche di soia o di riso), 3 uova, una cipolla, prezzemolo, 200gr di mollica di pane, noce moscata e sale q.b. Ammorbidite nella margarina fusa mezza cipolla tritata, togliete dal fuoco e unitevi le uova, il sale, la noce moscata, un cucchiaio di prezzemolo tritato e un pizzico di curry. Versate il latte caldo in una ciotola, quindi immergetevi la mollica di pane e lasciate ammorbidire. Attendete pochi minuti quindi unite i due composti, amalgamate con le mani e realizzare delle sfere di circa 5 centimetri di diametro. Cuocete i canederli ottenuti per circa 15 minuti in acqua salata o brodo vegetale, quindi rosolateli in padella con margarina e cipolla. Serviteli caldi con il sughetto della cottura, o con il brodo di verdure, spolverateli con prezzemolo tritato e poco formaggio grattuggiato.

Per il secondo portate in tavola una pizza di cipolle, ovvero lo Sfincione: piatto tipico della cucina Siciliana. Nata dalla tradizione popolare e dall’esigenza di servire un cibo nutriente nonostante i pochi mezzi, questa pizza è molto gustosa e saporita e anche calorica. Per una versione più light procuratevi: 500 gr di pasta di pane lievitata, 400gr di pomodoro, 150gr di caciocavallo a fettine, 60 gr di pecorino grattugiato, 50 gr di pangrattato, 50 gr di cipolla, prezzemolo, origano, succo di limone, olio EVO, sale e peperoncino rosso. Mescolate alla pasta di pane: il pecorino grattuggiato, il succo di limone, mezza tazzina d’olio EVO, sale e peperoncino. Create un’impasto uniforme e lasciatelo riposare in una ciotola per un’ ora coprendolo con un canovaccio.

A parte imbiondite la cipolla, tagliate a fettine, con il prezzemolo, i pomodori tagliati a pezzetti (senza buccia e semi) e poco sale. Stendete la pasta per la pizza in una teglia da forno coperta con l’apposita carta, ricopritela con il sugo preparato e a piacere aggiungete le fette di caciocavallo. Lasciate cuocere in forno. A parte tostate in padella il pangrattato, quindi versatelo sulla pizza completando con poco origano. La ricetta originale prevede anche le acciughe, ma a vostro gusto potrete eliminare il caciocavallo e il peperoncino se troppo pesanti.

Sempre come piatto della serata, rispettando la tradizione romana, preparate una frittura di verdure in pastella. Unite la ricetta classica con quella del tempura giapponese e avrete ottenuto delle verdure leggere, croccanti e saporite. Per la pastella versate in una ciotola: farina 00, acqua frizzante fredda e un pizzico di sale, creando un composto abbastanza liquido. Immergetevi le verdure, quindi cuocetele in olio di semi non bollente.

A completare le portate preparate una polenta leggera da far raffreddare, tagliare a cubetti e rendere croccante in forno; quindi un’insalata di rinforzo come è tipico nella cucina napoletana, o meglio in quella di Sorrento. Per gli ingredienti: un cavolfiore, 2 o 3 peperoni sottaceto o alla piastra, olive verdi e olive nere, cetriolini sottaceto, capperi, olio EVO, sale e aceto q.b, a piacere qualche alice sotto sale. Lessate il cavolfiore al dente, che sia croccante, quindi tagliatelo a cimette e conditelo con tutti gli ingredienti. La vera tradizione partenopea consiglia di aggiungere anche della frutta, in base al gusto personale, come ad esempio: pesche, albicocche e pere conservate sotto aceto.

Per quanto riguarda la frutta per il menù della vigilia di Natale portate in tavola solo prodotti invernali, da guarnire con frutta secca. Per i dolci e le bevande il consiglio migliore,oltre a quello di farli in casa, è quello di acquistare prelibatezze locali magari tipiche della vostra zona e della città. Favorendo il più possibile l’economia dei piccoli artigiani, le piccole botteghe, i negozianti e i Farmer Market di zona, aiutandoli anche con poco a far circolare l’economica. Ricordatevi quindi di preferire alimenti di origina italiana, anche nella realizzazione dei piatti etnici, possibilmente rispettando la loro stagionalità. Evitate cibi di importazione o protetti perché in via d’estinzione, come ad esempio il tonno preferendogli con parsimonia il pesce azzurro italiano. Il prezzo risulterà sicuramente più conveniente, contribuirete ad abbattere sprechi e a ridurre le emissioni di CO2.

E per concludere in bellezza una tazza di cioccolata calda, dal mercato equo e solidale, e biscotti allo zenzero fatti in casa da sgranocchiare davanti all’albero o sbirciando la neve che scende.

17 dicembre 2011
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Calogero Mira, sabato 24 dicembre 2011 alle11:53 ha scritto: rispondi »

Grazie per la ricetta dei canederli alle verdure e per tutto il resto... :-

Lascia un commento