Cellulari e tumori: antenne causano cancro a cuore e cervello

I ripetitori dei cellulari possono provocare tumori? Di questo argomento si è parlato molto negli ultimi anni, ma non si è giunti mai ad una conclusione certa. Molti esperti hanno avanzato dei dubbi e l’ipotesi di rischi. Adesso un nuovo studio dell’Istituto Ramazzini di Bologna rilancia l’allarme.

Secondo gli studiosi che hanno effettuato l’indagine le antenne di telefonia mobile possono causare l’insorgenza di tumori nei topi. In particolare i ripetitori determinerebbero forme rare di tumori nelle cellule nervose. Lo studio ha esaminato le conseguenze delle esposizioni alle radiofrequenze di ratti maschi.

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Già precedentemente un’analisi del National Toxicologic Program aveva messo in evidenza lo sviluppo di neoplasie che interessavano le cellule nervose del cuore. Tutto ciò è stato confermato e sono state scoperti anche gli aumenti di altre lesioni. Fiorella Belpoggi, direttrice dell’area ricerca dell’Istituto Ramazzini, ha fatto presente:

Il nostro studio conferma e rafforza i risultati del National Toxicologic Program americano. Non può essere dovuta al caso l’osservazione di un aumento dello stesso tipo di tumori, peraltro rari, a migliaia di chilometri di distanza, in ratti dello stesso ceppo trattati con le stesse radiofrequenze.

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Per questo la ricercatrice sottolinea la necessità di rivedere la classificazione delle radiofrequenze, in modo che possano essere definite probabili cancerogene. Secondo gli esperti, le aziende dovrebbero puntare più sulla sicurezza, adottando precauzioni molto specifiche.

Per correre ai ripari si potrebbero, secondo i ricercatori, inserire anche delle segnalazioni di pericolo sulla confezione di acquisto dei cellulari, per difendersi da un fenomeno che ormai, a detta degli esperti, rappresenta un vero problema di salute pubblica.

23 marzo 2018
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