Collegare l’uso dei cellulari al rischio tumori è un dibattito ancora aperto. Nessuno degli studi presentati fino ad ora è riuscito a chiudere in maniera definitiva la questione, in nessuna delle direzioni. A cercare di portare chiarezza nel settore è arrivato uno studio dell’Università di Tel Aviv, pubblicato sulla rivista Antioxidants and Redox Signaling, che tramite l’analisi della saliva di alcuni utilizzatori ha elaborato uno schema di valutazione del potenziale di rischio.

Secondo quanto riportato nei risultati della ricerca guidata da Yaniv Hamzany, ricercatore presso la Sackler Faculty of Medicine dell’Università di Tel Aviv, l’utilizzo superiore alle 8 ore al mese produrrebbe un evidente aumento di rischio di sviluppare forme di cancro. A suggerire l’impiego della saliva per la valutazione del possibile aumento di rischio tumorale la posizione in cui viene tenuto il cellulare durante l’utilizzo, vicino appunto alla ghiandola salivare.

Al centro del problema sarebbe lo stress ossidativo che le onde elettromagnetiche di cellulari e cordless provocano negli utilizzatori, in grado di portare danni al sistema cellulare dell’uomo con lo sviluppo di “tossici radicali perossidi”. In grado di produrre danneggiamenti anche allo stesso DNA, secondo i ricercatori rappresenterebbe uno dei maggiori fattori di rischio in relazione allo sviluppo di malattie tumorali.

Lo studio quindi porta a ritenere verosimile un aumento di rischio derivata dall’uso di cellulari e cordless piuttosto che a stabilire un legame diretto con lo sviluppo del cancro. Resta quindi valida al momento la classificazione data dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che vede questi dispositivi come elementi cancerogeni di categoria 2b ovvero “potenzialmente cancerogeni”.

1 agosto 2013
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I vostri commenti
gigieffe, sabato 22 marzo 2014 alle15:34 ha scritto: rispondi »

@ Vanes Il cellulare fa male? Il rimedio è semplice, economico e definitivo: non usarlo.

gigieffe, sabato 22 marzo 2014 alle15:29 ha scritto: rispondi »

Ciò che riconosce la magistratura in materia scientifica conta meno di zero: hanno anche "riconosciuto" il metodo Stamina o il metodo Di Bella... Quanto al caso in questione, è buona morma, quando si recensisce qualcosa, riportare il link alla fonte (è qui, purtroppo a pagamento, ma qualcosa si capisce dall'abstract: ) in modo che uno si possa fare un'idea non mediata dal recensore. E se l'aumento dei radicali liberi nella saliva fosse da collegare semplicemente all stress legato allo stile di vita? Non sembra che lo studio ne parli... E se fosse collegato semplicemente all'atto del parlare senza vedere l'interlocutore, situazione del tutto innaturale? Bisognerebbe trovare campione rappresentativo di persone che parlino per 8 ore sempre e solo tramite auricolare non BlueTooth. Non sembra che lo studio ne parli...

Vanes, venerdì 2 agosto 2013 alle10:30 ha scritto: rispondi »

Ottobre 2012: la Corte di Cassazione italiana ha riconosciuto l'invalidità professionale a un manager che ha sviluppato un tumore al cervello dopo 12 anni di uso intenso del cellulare, riconoscendo un legame fra il tumore e l'uso del telefonino. Questa è una sentenza definitiva e non più appellabile! E' interessante notare che la corte ha fatto una netta distinzione fra le ricerche indipendenti e le ricerche finanziate dal settore, indicando delle anomalie nella base dei dati scientifici. Quindi il dibattito non è aperto ma chiuso. Il cellulare fa male!

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