Cellulari: come ridurre i rischi per la salute

L’ultimo rapporto dell’OMS ha portato all’attenzione di tutti i possibili rischi derivanti da un elevato utilizzo di cellulari. La presa di posizione del massimo organismo mondiale per la sanità arriva dopo anni in cui si rincorrevano voci, ognuna con i propri dati alla mano, riportanti giudizi di assoluzione o condanna riguardo le radiazioni emesse dai dispositivi mobili.

Il fatto però che un organo di livello mondiale, peraltro solitamente attento a evitare la diffusione di allarmismi ingiustificati, abbia ammesso le possibili correlazioni tra radiazioni elettromagnetiche provenienti dai telefonini e insorgenze tumorali merita la presa di alcune precauzioni. La certezza non è ancora assoluta, ma perché correre il rischio?

Le soluzioni per ridurre il pericolo che provocherebbero le radiazioni sono semplici e molto poco dispendiose sia in termini economici che di tempo. Partiamo dalle pratiche che dovrebbero essere le più banali e conosciute da tutti: probabilmente in effetti lo sono, ma al contempo sono anche quelle maggiormente ignorate.

Tenere sempre durante l’utilizzo il cellulare non aderente al corpo, in particolare non schiacciarlo all’orecchio. Secondo quanto riportato sul manuale di sicurezza dell’iPhone ad esempio la distanza ottimale per questo apparecchio sarebbe di 15mm, raramente rispettata. In questo caso possiamo aiutarci con l’auricolare, che aumentando lo spazio tra la propria testa e il telefono riduce i possibili rischi.

Se proprio non abbiamo con noi un’auricolare, occorrerà tenere a mente che senza di esso il limite di utilizzo massimo del telefonino per non correre rischi è di 30 minuti al giorno. L’Istituto di Ricerca sul Cancro del Regno Unito raccomanda inoltre di limitare l’utilizzo del nostro caro apparecchio telefonico, per i ragazzi sotto i 16 anni, alle sole chiamate essenziali e d’emergenza: Il loro cervello ancora in fase di sviluppo sarebbe maggiormente sensibile all’assorbimento delle radiazioni.

Contro i campi elettromagnetici generati dalla conversazione si può ricorrere anche ai dispositivi di protezione EMF (electromagnetic field), applicabili al telefonino e reperibili in molti negozi di elettronica, anche online. Detto questo, vediamo cosa possiamo fare direttamente per il nostro corpo.

Un valido aiuto viene dal coenzima Q10 (CoQ10), che grazie alle sue elevate proprietà antiossidanti rappresenta una prima difesa nei confronti dei radicali liberi, spesso causati da radiazioni e inquinamento. Utile in questo senso anche il Glutatione.

Passando ai rimedi erboristici, molto apprezzata è la Gingko Biloba. Si tratta di un’erba utilizzata da millenni in Cina per le sue capacità antiossidanti oltre che, solo per citarne alcune, di risolvere problemi di emicranee e migliorare la circolazione sanguigna. Come sempre ricordiamo di controllare prima eventuali allergie o possibili controindicazioni specifiche per il proprio organismo.

Infine ricordiamo alcune informazioni per chi fosse in procinto di acquistare il suo primo telefono cellulare o di cambiare quello attuale. A partire dal 2002 l’Unione Europea ha reso obbligatoria l’indicazione su ogni telefonino o smartphone dei valori di SAR. Questa sigla, letteralmente Specific Absorption Rate, rappresenta il valore di assorbimento di radiazioni da parte del nostro corpo durante l’utilizzo dell’apparecchio.

La SAR si esprime in watt per chilogrammo (W/Kg) e il valore massimo ammesso all’interno della UE risulta pari a 2 W/Kg, mentre più severe le misure negli Stati Uniti e Canada con un limite di 1.6 W/Kg. Ad aiutarci nella scelta contribuisce il sito EWG che propone una classifica, aggiornata a dicembre 2010, di tutti i modelli in commercio e del relativo valore di SAR. Uno aiuto in più per evitare che uno strumento per noi ormai fondamentale non diventi invece un pericolo.

8 giugno 2011
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