La perovskite si conferma un materiale sul quale i ricercatori hanno deciso di puntare con forza. A confermarlo uno studio condotto dalla Energy Materials and Surface Sciences Unit dell’OIST, guidata dal professor Yabing Qi, secondo cui i pannelli fotovoltaici realizzati con questo materiale avrebbero a disposizione ancora diversi margini di crescita.

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Durante lo studio i ricercatori hanno indagato alcune soluzioni che potrebbero consentire alle celle solari in perovskite di estendere il proprio ciclo vitale. Sebbene siano già potenzialmente competitivi con i classici pannelli fotovoltaici in commercio, quelli realizzati con il nuovo materiale si degraderebbero con maggiore facilità riducendone di fatto l’operatività nel tempo.

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La colpa di questo limitato ciclo vitale sarebbe da ascrivere, spiegano i ricercatori, ad alcune reazioni interne alle stesse celle solari: la perovskite tenderebbe a deteriorarsi in seguito all’interazione di questo materiale con l’ossido di titanio presente nella struttura. La soluzione presentata dal professor Qi consiste nel posizionare un foglio sottile realizzato in polistirolo, dello spessore di appena pochi nanometri, che permetterebbe di evitare tale effetto senza tuttavia compromettere l’efficienza della cella. Come ha spiegato lo studioso:

Abbiamo aggiunto uno strato molto sottile di polistirolo, appena pochi nanometri, tra il foglio di perovskite e quello di ossido di titanio. Gli elettroni possono ancora superare questo nuovo strato e non influisce sull’assorbimento della luce da parte della cella. In questo modo siamo stati in grado di estendere di quattro volte il ciclo vitale della cella senza perdite in termini di efficienza nella conversione dell’energia.

22 agosto 2017
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