Oxford PV ha annunciato di aver raggiunto la nuova efficienza record del 15,4% per le sue celle fotovoltaiche a perovskite, accelerando la corsa verso la commercializzazione dei suoi prodotti. La società, spin-off dell’Università di Oxford, punta a risolvere con le sue ricerche i principali problemi dell’industria del solare: alti costi, dipendenza da materiali scarsi e in qualche caso inquinanti, brevi tempi di vita e processi di produzione complessi.

Spiega il ricercatore Henry Snaith, direttore scientifico di Oxford PV:

Il nostro piano iniziale era quello di ottimizzare gradualmente le nostre celle solari per raggiungere un obiettivo di oltre il 20% di efficienza, ma questi risultati sono superiori alle aspettative. Non vedo alcuna ragione per cui ora non possiamo puntare più in alto e accelerare il passaggio della nostra tecnologia alla produzione commerciale.

Il riferimento è alla tecnologie delle celle solari a perovskite, un minerale che oltre agli standard di efficienza particolarmente elevati garantisce la scelta tra una vasta gamma di opzioni di trasparenza, colori e tinte. Questo tipo di celle, inoltre, si basa sull’uso di materiali sostenibili, naturali e facilmente reperibili.

Per quanto riguarda i costi, poi, le celle a perovskite sono prodotte attraverso un semplice processo di stampa serigrafica, per cui richiedono investimenti contenuti. Si tratta inoltre di prodotti esteticamente attraenti, che si prestano facilmente all’integrazione architettonica.

I nuovi risultati in termini di efficienza sono tanto più significativi perché sono i test sono stati condotti senza l’uso di biossido di titanio (TiO2), un materiale impiegato nelle celle solari convenzionali come semiconduttore, noto per rendere più efficiente la conversione dell’energia.

11 giugno 2013
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