Un materiale adattivo, in grado di modificare le proprie caratteristiche per adattarsi alla luce e massimizzare la produzione di energia solare: è quello messo a punto dalla start up Glint Photonics e finanziato dal programma ARPA-E.

Il nuovo materiale cambia il suo potere riflettente seguendo il calore della luce concentrata, in modo da catturare l’irradiamento proveniente da diversi angoli: questo permetterebbe di sostituire gli attuali sistemi di tracciamento della luce solare, utilizzati per aumentare l’efficienza degli impianti, con un notevole calo dei costi.

Produrre energia dal fotovoltaico a concentrazione permette di utilizzare celle di dimensioni ridotte e più economiche: questo di solito si fa attraverso una serie di specchi o lenti, che devono essere spostati mentre il Sole avanza. Il risparmio dato dalle celle ridotte è quindi annullato dalla necessità di avere un sistema di monitoraggio a specchi.

Il nuovo materiale è composto da due parti: la prima è una serie di lenti molto sottili ed economiche che consentono di concentrare la luce solare come nei normali impianti; sotto si trova invece una lastra di vetro, che consente di concentrare molta più luce solare di quella che si raccoglie e si concentra sui bordi, fino a 500 volte.

È questa lastra ad essere ricoperta dal materiale riflettente realizzato da Glint, sia sulla parte superiore che su quella inferiore: quando la luce concentrata dalle lenti in superficie lo colpisce, una parte di questo materiale si riscalda.

Contemporaneamente all’aumento di temperatura, la parte del materiale colpito diminuisce la sua riflettività, in modo da consentire alla luce di arrivare alla lastra di vetro. La luce viene intrappolata all’interno della lastra, rimbalzando fino a raggiungere il bordo del vetro, su cui è montata una cella solare dalle dimensioni ridotte.

Con il cambiamento della luce solare, secondo l’orario, il fascio di luce generato dalle lenti si muove e il materiale si adatta, consentendo alla luce di entrare solo in quel punto, riducendo così la necessità di tenere l’impianto puntato verso il Sole.

Il risparmio che un tale sistema permetterebbe non è da poco: secondo Peter Kozodoy, a capo della start up, ha spiegato che l’energia solare così generata potrebbe costare 4 centesimi per kW/h, rispetto agli 8 centesimi per kW/h degli attuali impianti con i migliori pannelli solari convenzionali.

30 luglio 2014
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