L’efficienza delle celle solari potrebbe subire un incremento notevole grazie a una recente sperimentazione condotta dai ricercatori dell’Università di Stanford. Gli ingegneri dell’ateneo americano hanno utilizzato la perovskite per produrre celle fotovoltaiche al silicio più efficienti, ma meno costose.

Come ha illustrato Michael McGehee, co-autore della ricerca, l’obiettivo della ricerca è di creare pannelli solari economici e maggiormente produttivi in quanto:

In questo momento, le celle solari al silicio dominano il mercato mondiale, ma l’efficienza di conversione del fotovoltaico basato sul silicio è ferma al 25% da 15 anni.

Per tagliare i costi, aumentando la resa dei moduli, bisogna utilizzare sia il silicio che un materiale meno costoso per produrre le celle fotovoltaiche. L’unione di due celle fotovoltaiche aumenta notevolmente l’efficienza di un modulo.

Finora la cella superiore veniva realizzata impiegando il silicio, facendo lievitare il costo finale dell’impianto. I ricercatori americani hanno scoperto che la perovskite rappresenta una valida alternativa al silicio.

Questo materiale cristallino è facile da produrre e ha un costo irrisorio rispetto al silicio. Le celle di perovskite a base di piombo, ioduro e metilammonio, dopo anni di ricerche, oggi hanno raggiunto un’efficienza del 20% e sono finalmente in grado di competere con il silicio.

I ricercatori hanno sovrapposto una cella in perovskite con un’efficienza del 12,7% a un modulo in silicio di bassa qualità con un’efficienza dell’11,4%. La combinazione ottenuta aveva un’efficienza del 17%.

Gli autori spiegano che se ai moduli in silicio disponibili oggi sul mercato si sovrapponesse un modulo in perovskite si potrebbe raggiungere un’efficienza notevolmente maggiore senza far lievitare i costi e senza dover apportare delle modifiche radicali alle catene di produzione di celle solari.

La prossima sfida che attende gli scienziati è dimostrare che le celle solari in perovskite possono durare 25 anni, senza degradarsi. Nel giro di 5-10 anni i ricercatori pensano di riuscire a produrre moduli fotovoltaici con un’efficienza del 30%, rendendo il solare ancora più competitivo.

19 gennaio 2015
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