La produzione delle celle solari al silicio potrebbe diventare più semplice ed economica grazie a un nuovo mix di materiali che rende superflui alcuni passaggi. A testare le proprietà del nuovo metodo produttivo è stata un’équipe di ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory coordinata dal professor James Bullock.

I risultati della sperimentazione pubblicati sulla rivista specializzata Nature Energy sono molto incoraggianti. Il mix di materiali ha infatti eliminato una fase cruciale del processo produttivo delle celle solari nota come drogaggio. Il procedimento prevede l’aggiunta di atomi al semiconduttore puro per modificare le proprietà elettroniche del materiale e migliorarne la conducibilità elettrica.

Le celle solari al silicio cristallino che contengono queste impurità note come elementi droganti riescono a raggiungere un’efficienza di oltre il 20%. Fino a oggi le celle solari prive di impurità elettroniche non erano riuscite a superare il 14% di efficienza. Grazie ai nuovi materiali utilizzati dai ricercatori americani il livello di efficienza della tecnologia nota come “DASH” ha superato la soglia del 19% avvicinandosi ai risultati ottenuti dalle celle al silicio tradizionali.

Le celle solari sono state create con un processo semplice ed economico che richiede solo 7 fasi. I ricercatori hanno applicato al wafer in silicio cristallino strati di silicio amorfo privo di elementi droganti. Successivamente la struttura è stata rivestita con un film ultrasottile composto da uno strato di ossido di molibdeno e da uno strato di fluoruro di litio. I due strati agiscono come contatti elettrici privi di droganti. Gli strati di fluoruro di litio e ossido di molibdeno sono stati depositati sul film solare impiegando una tecnica nota come evaporazione termica.

Entrambi i materiali sono trasparenti. Una caratteristica che insieme alle strutture elettroniche complementari li rende particolarmente adatti alla produzione di celle solari. Come ha illustrato James Bullock la tecnologia ha grandi potenzialità per l’industria solare perché consente di ridurre i costi delle celle solari senza sacrificare le prestazioni. Il mix di materiali potrebbe essere impiegato per rendere più competitiva l’energia fotovoltaica e per migliorare l’efficienza dei transistor, dispositivi a semiconduttori molto diffusi nell’industria elettronica.

29 gennaio 2016
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nicola grieco, domenica 31 gennaio 2016 alle0:34 ha scritto: rispondi »

vi ringraziamo per i continui aggiornamenti ma sarebbe utile anche la notizia della commercializzazione prevista delle nuove tecnologie altrimenti ci vogliono anni per smaltire le produzioni delle attuali fabbriche.Grazie n.g.

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