C’è una rivoluzione alle porte ed è quella legata alla “Internet of Things”. Edifici, strade, piazze, luoghi pubblici e privati, infrastrutture e veicoli stanno per essere invasi da dispositivi intelligenti integrati in ogni dove, in costante comunicazione tra loro e con le persone, progettati per rendere davvero smart le città. Ognuno di questi, seppur ottimizzato in modo da consumare il meno possibile, dovrà per forza di cose essere alimentato.

=> Celle solari in perovskite meno costose grazie allo stagno, leggi come

Ecco dunque emergere l’esigenza di produrre energia in modo innovativo, frammentato e soprattutto sostenibile. Un aiuto in questo senso può essere fornito dall’impiego di materiali in grado di convertire in corrente elettrica non solo la luce, ma anche altre fonti alternative come gli sbalzi termici o addirittura il movimento.

Si pensi ad esempio al notevole incremento di efficienza dei pannelli solari dovuto all’impiego di celle basate sulla perovskite, potenzialmente rivoluzionario. Un gruppo di ricercatori della University of Oulu, in Finlandia, ha focalizzato invece in particolare l’attenzione su un materiale chiamato kbnno, di natura ferromagnetica.

=> Scopri perché la ricombinazione riduce efficienza celle solari in perovskite

Gli esperimenti condotti finora mostrano come, applicandovi dei dipoli elettrici (particelle con carica opposta), una variazione di temperatura provoca la generazione di corrente. La scoperta non è degli ultimi tempi, ma gli studi condotti di recente dal team hanno dimostrato come il fenomeno possa essere attuato anche a temperature simili o superiori a quelle ambientali, e non solo a stadi ottenibili esclusivamente in laboratorio (circa -200° C).

L’obiettivo è quello di comprendere a fondo cosa inneschi questo tipo di processi, in modo tale da poter arrivare un giorno non troppo lontano a convertire l’enorme quantitativo di energia che costantemente ci circonda in una fonte utile e sfruttabile, non limitandosi all’impiego di un’unica sorgente (la luce, il movimento, la temperatura), ma combinandole per ottenere un’efficienza tale da rendere le problematiche attuali di approvvigionamento un brutto e lontano ricordo.

Un approccio simile potrebbe trovare il proprio ambito di applicazione anche nei dispositivi mobile come gli smartphone e in quelli indossabili, liberandoci così dall’incubo delle batterie scariche e dall’obbligo di portare con sé i power bank.

10 febbraio 2017
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento