Dove un tempo sorgeva l’ormai defunta Solyndra, in Cina, oggi un altro attore del fotovoltaico ha iniziato la produzione del suo ultimo ritrovato: la cella fotovoltaica ibrida a tre strati con efficienza del 21%. Questo produttore è Silevo, un’azienda californiana che fa ricerca in America e produzione in Asia.

La particolarità di questa nuova cella fotovoltaica è quella di avere un’efficienza alta ed un costo basso. E di mescolare tre tecnologie del solare in un solo prodotto, per massimizzare il rendimento. Tutto parte da uno strato di silicio monocristallino, sul quale viene steso un film sottile di ossidi sul quale, infine, si poggia un altro strato di silicio amorfo. Per ridurre i costi le giunzioni sono in rame e non in argento.

Nel suo attuale impianto cinese Silevo stima di poter produrre inizialmente 32 MW di celle ad un costo di 98 centesimi di dollaro al Watt. Più o meno quanto costano le normali celle cinesi. Nella futura fabbrica da 230 MW l’anno, invece, i costi dovrebbero scendere a 61 cent al Watt, decisamente poco anche considerando che le celle verranno vendute come prodotti di punta, grazie all’alta efficienza.

Altra cosa molto interessante: per produrre queste celle ibride Silevo non usa macchinari nuovi, ma attrezzature di seconda mano opportunamente modificate. Tutto ciò per minimizzare i rischi di errore e di perdite economiche e, per di più, risparmiare anche qualche milione di dollari. Un modello organizzativo e produttivo assolutamente originale nel panorama fotovoltaico mondiale, che ha portato a ottimi risultati in fase di test e che, adesso, è pronto a confrontarsi con il mercato.

7 settembre 2012
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