Il cavolo è certamente uno degli ortaggi più diffusi: impiegato per numerose ricette, è il compagno ideale della tavola dei mesi più freddi, dall’inizio dell’autunno all’inverno più rigido. Eppure, parlare semplicemente di cavolo potrebbe essere improprio, perché ne esistono molteplici varietà. Questa pietanza, infatti, appartiene a una delle famiglie botaniche più grande in assoluto, quella delle Brassicacee. Quali sono, di conseguenza, le tipologie di cavolo più conosciute?

Dal cavolo cappuccio alla verza, questo ortaggio si declina in tantissime varianti, anche dalle forme molto differenti fra loro. Eppure queste piante conservano necessità pressoché identiche di coltivazione, nonché presentano dei principi nutritivi assai similari. Di seguito, le varietà più conosciute e le peculiarità più rilevanti.

Cavolo: le principali tipologie

La Brassica Oleracea, quella che comunemente viene identificata come cavolo, è una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicacee. Diffusa in tutte le zone temperate del mondo, e in particolare nell’area del Mediterraneo, di questa pianta ne esistono molteplici varietà. Sebbene queste ultime possano presentare delle differenze anche rilevanti di forma, colore e sapore, in linea generale si possono tratteggiarne delle peculiarità uniche nell’aspetto. La pianta è infatti solitamente di media altezza, caratterizzata da un agglomerato di foglie che conservano, al centro, un’inflorescenza compatta. Questa può essere sferica o ramificata e, di norma, è protetta da un’ulteriore fitta coltre di foglie dal verde scuro.

Tra le tipologie di Brassica Oleracea più note e diffuse, soprattutto a livello alimentare, quelle più rilevanti certamente sono:

  • La var. acephala, ovvero il cavolo nero toscano;
  • La var. alboglabra, nota anche come broccolo cinese;
  • La var. italica, cioè il diffusissimo cavolo broccolo, nonché disponibile anche nel caratteristico broccolo romanesco;
  • La var. capitata, conosciuta come cavolo cappuccio e scelta per la preparazione dei crauti;
  • La var. capitata rubra, ovvero il cavolo rosso, così come suggerisce il nome;
  • La var. chinensis, ovvero il cavolo cinese;
  • la var. gemmifera, cioè i famosissimi cavoletti di Bruxelles;
  • La var. gongylodes, detta anche cavolo rapa;
  • La var. botrytis, quindi il classico cavolfiore;
  • La var. sabauda, comunemente identificata come verza;
  • La var. ramosa, cioè il cavolo di Daubenton, impiegato spesso nella cucina scozzese.

Così come già sottolineato, quasi tutte queste varietà condividono le medesime necessità culturali. Il clima prediletto è quello temperato, tendente al freddo, tanto che spesso posso resistere anche a riduzioni di temperature consistenti. Sul fronte del terriccio ideale, invece, le piante gradiscono un medio impasto altamente drenante, anche se la loro natura rustica permette di adattarsi facilmente alle più disparate tipologie di dimora. La coltivazione, infine, avviene a partire dalla fine dell’estate, per un raccolto autunnale e invernale.

Cavolo: le proprietà

La gran parte delle varietà di cavolo presenta un contenuto nutrizionale di medio livello: per 100 grammi di ortaggio comune, infatti, si assumono solo 25 calorie. Questo perché, come tutti le pietanze a foglia verde, è costituito principalmente d’acqua. Modesto il contenuto di carboidrati e proteine, rispettivamente 6 e 1.3 grammi, mentre trascurabili sono i grassi, pari a 0.1 grammi. Interessante, invece, è l’apporto di fibre, pari a 2.5 grammi: un fatto che rende il cavolo un alleato nel benessere dell’intestino, poiché può aiutare a combattere stipsi e transito irregolare.

È il buon contenuto di micronutrienti, però, a rendere il cavolo uno degli ortaggi più indicati per l’alimentazione umana, tanto da giustificarne anche il ricorso autunnale e invernale: date le proprietà rimineralizzanti e vitaminiche, infatti, aiuta l’organismo nella risposta agli agenti esterni, più frequenti duranti i mesi freddi. Quasi tutte le tipologie contengono minerali quali zolfo, calcio, fosforo, rame, iodio, selenio e magnesio, a cui si aggiunge un’ottima porzione vitaminica rappresentata, in particolare, dal gruppo B e dalla C. Non ultimo, il suo potere assorbente può essere d’aiuto per i problemi di digestione e bruciore, mentre l’azione di regolarizzazione intestinale è, secondo alcune ricerche, in alcuni casi preventiva di disturbi più gravi o cronici.

4 settembre 2016
I vostri commenti
luciano, martedì 6 settembre 2016 alle2:53 ha scritto: rispondi »

La prima foto non è un cavolo, ma una VERZA!!!!

Lascia un commento