Il cavoletto di Bruxelles, un ortaggio molto diffuso nei Paesi del Nord Europa, negli ultimi anni sta raggiungendo una nuova distribuzione anche in Italia, dove per molto tempo è rimasto pressoché assente. Appartenente alla grande famiglia delle Brassicacee, come i broccoli o la verza, ha impieghi simili in cucina, per delle ricette spesso tipicamente invernali e autunnali. Ma come coltivarlo in orto oppure in vaso, approfittando magari di un balcone?

Così come già accennato, i cavoletti di Bruxelles condividono molte delle necessità di coltivazione con gli altri appartenenti della stessa famiglia, come la verza, il cavolo nero, i broccoli e molti altri ancora. Per ogni dubbio, anche in relazione alle caratteristiche climatiche del proprio luogo di residenza, è comunque sempre indicato chiedere consiglio al proprio fornitore di semenze di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare i cavoletti di Bruxelles

La Brassica oleracea gemmifera è una varietà di Brassica oleracea appartenente alla grande famiglia delle Brassicacee. I cavoletti di Bruxelles non sono altro che i germogli ascellari della pianta, ovvero degli agglomerati di foglie a forma globulare che crescono al di sotto delle foglie principali. Adatto ai climi freddi, tanto da renderne la coltivazione tipica nel Nord Europa oppure durante autunno e inverno, l’ortaggio ricorda da vicino il cavolo toscano, con cui condivide molte pratiche di coltivazione. Dal gusto amarognolo, i cavoletti di Bruxelles sono solitamente consumati cotti, sia tramite procedure al vapore che al forno.

Il clima ideale per la coltivazione è quello mediamente fresco, con temperature non superiori ai 20 gradi durante le stagioni più calde, possibilmente non in continua esposizione al sole. L’ortaggio, inoltre, resiste più che egregiamente ai cali improvvisi di temperatura, non temendo le gelate, purché non troppo ripetute nel tempo. Questa resistenza spiega perché la pianta sia molto diffusa nel Nord del mondo, mentre abbia avuto meno fortuna in Italia, dato il clima temperato per gran parte dell’anno.

Il terreno preferito è quello morbido e di medio impasto, arricchito con concimi azotati oppure organici, tra cui il compost. La fertilizzazione, tuttavia, non dovrà essere eccessiva: il rischio, infatti, è che si verifichi una fioritura anticipata, riducendo le possibilità di un buon raccolto. Inoltre, il terreno deve essere ampiamente drenante, poiché i ristagni potrebbero compromettere le capacità di crescita della pianta.

Le necessità d’acqua variano, così come facile intuire, a seconda del periodo di semina e di crescita dei cavoletti. Nei periodi più freddi dell’anno, quindi in autunno e in inverno, possono essere sufficienti i normali fenomeni atmosferici. In primavera e in estate, invece, l’annaffiatura deve crescere all’aumentare delle temperature: nei periodi più afosi può essere addirittura quotidiana, facendo comunque sempre riferimento all’aridità del terreno.

Coltivazione in vaso e in orto

I cavoletti di Bruxelles possono essere efficacemente coltivati sia in orto che in vaso. Questo perché una pianta di media dimensioni può produrre 20-40 cavoletti, quanto basta per una produzione limitata al balcone.

Come consuetudine, la predisposizione del vaso è molto importante. Innanzitutto, serve un contenitore sufficientemente profondo, all’incirca di 40 centimetri, nonché sufficientemente largo per garantire la naturale estensione dell’ortaggio. Sul fondo andrà predisposto un letto di ghiaia e cocci, per aumentare il deflusso d’acqua ed evitare i ristagni, quindi si riempirà il tutto con del terriccio morbido non eccessivamente concimato. In giardino, invece, è consigliata una blanda vangatura prima della semina.

La coltivazione avviene principalmente per semina, avvalendosi di un semenzaio. Sebbene i cavoletti di Bruxelles possano essere coltivati praticamente tutto l’anno, la semina è di solito compresa da giugno a ottobre, così da garantire un buon raccolto dall’inizio dell’autunno fino ai primi mesi dell’inverno. Dopo una settimana in semenzaio compariranno i primi germogli e, a seguito di un veloce diradamento per eliminare gli esemplari più deboli, raggiunti i 15 centimetri si potrà procedere al trapianto nella dimora definitiva. La raccolta avviene quando i germogli ascellari avranno raggiunto grandezza sufficiente per il consumo, in genere un paio di mesi dopo la messa in dimora, mentre la produzione assicura esemplari almeno per altri due mesi consecutivi. L’operazione di raccolto, inoltre, avviene solitamente dalla base della pianta verso l’alto.

Tra le operazioni cicliche per la manutenzione, si elenca la rimozione delle erbacce o di altre specie infestanti, la pacciamatura per i periodi più freddi dell’anno, la predisposizione di adeguati ripari per evitare un’eccessiva esposizione al sole. Naturalmente, utile sarà anche il controllo di insetti e parassiti che potrebbero rovinare il raccolto, se presenti.

11 ottobre 2015
I vostri commenti
Andrea, lunedì 13 giugno 2016 alle18:58 ha scritto: rispondi »

Salve, ho trapiantato il dischetto alla base di un cavoletto di brussel (dopo averlo tagliato dalla restante parte, che ho mangiato), e ora ne è uscita fuori una pianta snella, alta più o meno 40 cm, con fiorellini gialli alla fine. Premesso che l'ho piantata a marzo, sarà possibile che continui a crescere diventando una vera pianta di cavoletti? E che in inverno faccia i cavoletti? Saluti!!

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