Un cavallo aiuta i malati di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer rappresenta una delle patologie della terza età più complesse da gestire. Sia per il paziente, il quale progressivamente perde la memoria e vive in una condizione di costante disagio e confusione, che per i familiari, i quali assistono al lento peggioramento della persona cara. Sebbene non esista oggi una cura definitiva, moltissimi progressi sono stati fatti in ambito medico e farmacologico, allo scopo di renderne più lento il decorso. Nel frattempo, si sono rivelate utili numerose attività e discipline di supporto, quali la pet therapy. Proprio all’interno di questo ultimo gruppo rientra un positivo caso francese, con protagonista un paziente e amorevole cavallo: Peyo.

In compagnia del suo proprietario, l’animale fa visita ai malati di Alzheimer in ospedali e istituti d’Oltralpe, per portare un momento di serenità e spensieratezza. Un’interazione che una sperimentazione dell’Ehpad, l’istituzione che si occupa dell’alloggio di anziani non più autosufficienti, ha giudicato positiva, come riportato da La Stampa. In presenza del cavallo, infatti, i pazienti riescono a raggiungere una maggiore calma e concentrazione, fino a ricordare – seppur momentaneamente – dei dettagli delle loro esistenze ormai dati per perduti.

=> Scopri l’utilità dei cani per i pazienti affetti da Alzheimer


L’intuizione per questa valida forma di pet theraphy è nata da Hassen Bouchakour, un ginnasta e falconiere francese. Qualche tempo fa l’artista ha deciso di adottare un cavallo, Peyo, allo scopo di introdurlo nei suoi spettacoli. L’animale non è apparso particolarmente incline all’addestramento, ma da subito ha dimostrato un’enorme sensibilità nei confronti delle persone più indifese, una sorta di sesto senso. Così Bouchakour ha deciso di impiegare questa incredibile dote fondando l’associazione “Gli Zoccoli del Cuore”, girando gli ospedali francesi per regalare un momento di conforto sia ai bambini che ai pazienti anziani.

I risultati sono stati subito evidenti, così come confermato anche dal personale medico dei diversi istituti. Un paziente che si rifiutava ormai da tempo di camminare, ad esempio, si sarebbe alzato dal suo letto autonomamente, pur di accarezzare lo splendido cavallo. Altri hanno invece rielaborato vecchi ricordi d’infanzia ormai perduti, per altri ancora è stato sufficiente un sorriso. Esemplificativa la testimonianza, sempre riportata da La Stampa, di un uomo la cui madre è ricoverata all’ospedale di Digione:

=> Scopri l’utilità della pet theraphy per l’Alzheimer


Mia madre soffre di Alzheimer da anni. Quando parlo con lei mi sento male perché capisco che lei non sa più che sono suo figlio. Un giorno questo straordinario cavallo le si è avvicinato. E ho scoperto che ha ritrovato gran parte della sua memoria per diverse decine di minuti. Ricordava i nomi dei vicini, il nome del villaggio. È stato come un miracolo, anche se non eravamo a Lourdes.

8 marzo 2018
Fonte:
Lascia un commento