Cavalli per il trasporto urbano, una crudeltà?

La presenza dei cavalli nelle città d’arte e nelle grandi metropoli è una tradizione consolidata, negli ultimi tempi è però montato il dissenso degli animalisti. Un quadrupede così leggiadro ed elegante, si sostiene, non può essere costretto a trascinare carrozze e botticelle solo per il beneficio di turisti e curiosi. Una condizione in contrasto con la natura selvaggia e l’intelligenza sviluppatissima dei cavalli, obbligati a un compito non certo elegante e rispettoso. Le più importanti realtà urbane del mondo perpetuano tutt’oggi l’usanza, si tratti di Roma, New York, Londra o Parigi. E sono molti i turisti pronti ad approfittarne, con un giro della city che rende più romantica e coinvolgente la visuale. Una poesia però contraria alle reali necessità dell’animale, sottolineano gli esperti, perché bisognoso di una vita libera e senza costrizioni.

In molti concordano sul fatto che una vita urbana non sia adatta al benessere di un cavallo, perché ricca di pericoli e avversità. Una città è un luogo troppo rumoroso, affollato, caotico, che può spaventare questi animali causando loro ansia ma anche incidenti. Non è un caso che molti di loro vengano feriti o coinvolti in scontri con mezzi a motore, una condizione pericolosa e anche spesso letale.

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Sindaci e amministrazioni comunali si stanno muovendo per limitare questo genere di servizio, prestando orecchio alle richieste di animalisti e associazioni. Ma la procedura sembra avanzare in modo lento e macchinoso. A New York, ad esempio, l’amministrazione cittadina starebbe decidendo di limitare questa usanza turistica, a seguito dei preoccupanti dati raccolti dal New York Police Department (NYPD) dal 2009 al 2014: in questo lasso di tempo, ben 25 incidenti hanno coinvolto i cavalli e, nella maggior parte dei casi, si è trattato di episodi “hit and run”. Investiti da automobilisti, questi ultimi sono fuggiti prima di poter essere pienamente identificati. Il sindaco Bill de Blasio ha promesso di intervenire, ma da diversi mesi non si hanno aggiornamenti in merito. Ogni estate, invece, sono diversi i report di equini collassati sul suolo cittadino, dalla Capitale alla Spagna, a seguito del super-lavoro nelle giornata più afose dell’anno.

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Del resto i cavalli non appartengono all’asfalto e alla realtà urbana, condizione che gli procura sofferenza e alienazione. Trasportare carretti o botticelle, pieni di gente, favorisce dolore fisico e muscolare con strappi, irritazioni cutanee, ulcere e ferite. Gli equini costretti a questo genere di lavoro appaiono stressati, depressi e spesso tristi. Una realtà molto lontana dalla loro natura di esemplari liberi di correre e bisognosi di galoppare in modo selvaggio, naturale e sano.

6 settembre 2017
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