Cavalli sempre più abbandonati per colpa della crisi

La crisi si sta abbattendo in modo uniforme sia sugli animali di affezione, che su quelli da attività ricreative e da lavoro. Gli ultimi dati danno in aumento l’abbandono e la vendita di cavalli, una condizione che diverse nazioni in Europa stanno affrontando da diversi anni. In Irlanda, ad esempio, sono moltissimi gli esemplari abbandonati allo stato brado, per i verdi territori della terra dello smeraldo. Spesso vittime dell’incuria e della solitudine, faticano a sopravvivere alla mancanza di cibo e alle temperature eccessivamente basse.

In Italia ha fatto scalpore il caso dei cavallini della Giara, piccoli quadrupedi dal formato ridotto da sempre simbolo della terra sarda. Da mesi costretti alla fame per la scarsità di risorse e degli interventi di soccorso. Ora la crisi ha premuto il piede sull’acceleratore dell’impoverimento, e come sempre gli animali sono le vittime sacrificali.

In Rete si susseguono annunci e vendite di cavalli di razza, passati dall’amore di un giaciglio caldo alle difficoltà date dalla sopravvivenza. I proprietari, spesso privati che amano le razze equestri, sono costretti ad una separazione coatta. In difficoltà a pagare la retta della pensione, vengono spinti alla vendita. Ma c’è chi preferisce l’affido, il proprietario conserva la proprietà mentre l’affidatario usufruisce del cavallo. Oppure il mezzo affido o mezza fida, dove costi di manutenzione e tempi di cavalcata vengono divisi a metà.

Spesso la sorte della vendita colpisce anche i cavalli da corsa, molto più difficili da ricollocare. E se c’è chi li abbandona nelle campagne al loro destino o li regala al maneggio di zona, la maggior parte degli equini è provvista di chip quindi è impossibile abbatterli senza motivazioni reali oltre che vietato. Tempi duri quindi anche per questi delicati e intelligenti animali, sensibili all’abbandono e alla separazione. E come sostiene Andrea Brignolo, vice presidente dell’associazione nazionale medici veterinari italiani con delega agli equini:

«La crisi colpisce i privati che non riescono più a spendere 2.000 euro all’anno per un cavallo in casa, ma colpisce soprattutto chi deve pagare un minimo di 250/400 euro al mese per la pensione del proprio cavallo in maneggio».

15 novembre 2012
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