L’Enpa scende in campo in difesa dei cavalli lanciando una petizione, per chiedere all’amministrazione comunale di Pistoia l’esclusione degli animali dal Palio dell’Orsa. Dopo le ultime vicende, che hanno visto due esemplari ferirsi durante l’evento, la decisione finale di sopprimerli ha scosso l’opinione pubblica. L’appuntamento annuale, che cade ogni 25 luglio, vede la città di Pistoia festeggiare il patrono San Jacopo con una particolare riedizione del palio dei berberi. La corsa dei cavalli avviene nella piazza centrale, i 12 esemplari impiegati rappresentano i quattro rioni della città. La gara è caratterizzata da un confronto a coppie, gli alfieri in sella all’animale dovranno abbattere un bersaglio a forma di orso utilizzando una lancia.

Ma nell’ultima tornata due purosangue, Oracle Forze e Golden Storming, sono rimasti gravemente feriti durante alcune cadute terrificanti tanto da costringere i veterinari alla loro soppressione. Rossella Ghelardini, presidente della sezione Enpa di Pistoia ha dichiarato:

Come Enpa ci associamo a quanto deciso dal sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli, e riteniamo che quest’ultimo grave episodio dimostri come, nonostante le numerose modifiche introdotte alla manifestazione per tutelare uomini e animali, non sia possibile garantire la sicurezza. Per questo chiediamo un provvedimento definitivo di divieto di animali di qualsiasi specie nella Giostra dell’Orso che potrà proseguire con altre modalità.

Lo stesso sindaco Samuele Bertinelli ha sospeso l’evento per il 2015, mentre i corpi delle due vittime sono pronti per l’autopsia che verrà effettuata dal professor Rosario Fico, responsabile del Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, nominato dal pm Fabio Di Vizio. Secondo alcune indiscrezioni sarebbero sei le persone raggiunte da un avviso di garanzia, ma la cifra potrebbe cambiare nei prossimi giorni. Il reato contestato è quello di maltrattamento di animali, previsto e punito dall’articolo 544 ter del codice penale:

Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

30 luglio 2014
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