Secondo alcuni studi recenti i cavalli sarebbero in grado di comprendere gesti e ordini impartiti dall’uomo, ma anche di rispondere di conseguenza attingendo alla memoria e all’esperienza personale. In molti hanno sempre creduto il cavallo un animale incapace di assimilare appieno un comando, ma di sfruttare solo la memoria a breve termine. Un animale quindi al pari di un gatto o una capra, consapevole del gesto solo in concomitanza di un premio o ricompensa. Niente di più errato e confuso nei confronti di un essere dall’intelligenza elevata e molto sviluppata. Uno studio condotto da un team italiano avrebbe sottolineato l’incredibile comprensione dei gesti umani, quindi la reazione frutto del proprio passato.

Una serie di test creati nascondendo una carota sotto un secchio avrebbero dimostrato come i cavalli fossero in grado di comprendere la dinamica, per poi sfruttarla a loro piacimento. Possono ricordare dove è nascosto un articolo di loro interesse, anche a distanza di tempo e cambiando la strategia a seconda delle esigenze. Quindi modificando anche il comportamento da mettere in atto, cioè recuperare la carota, con tempistiche differenti, in base all’affidabilità dei dati ricevuti dall’uomo e alla necessità di un feedback rapido o preciso. Questo comportamento è frutto delle capacità cognitive del cavallo, che gli permette maggiore adattabilità favorendo quindi la sua sopravvivenza.

La comunicazione tra uomo e cavallo

L’intelligenza equina nel tempo è stata evidenziata da test ed esperimenti cognitivi, ma chi ha la possibilità di convivere e cavalcare un cavallo è consapevole delle sue incredibili doti. Non a caso l’animale spesso viene impiegato nella riabilitazione e nella pet therapy con pazienti con problemi fisici e cognitivi, proprio per la sua straordinaria capacità emotiva e sensibilità. L’animale è in grado di comprendere la gestualità a lui fornita, di assimilarla e ricordarla. Una comunicazione che non si basa solo sui segnali ma anche attraverso lo scambio di sguardi, che spesso il cavallo ricerca direttamente. In particolare se il referente è una persona conosciuta, un familiare o un membro del suo gruppo sociale.

La familiarità e la confidenza sono molto importanti per stabilire una comunicazione, perché il cavallo è un animale istintivo e spesso reagisce nervosamente a impulsi che non conosce e considera pericolosi. È un essere che segue i suoi impulsi primordiali, con reazioni di paura e timore anche innanzi a gestualità semplici. Per facilitare la comprensione e la calma, ogni buon educatore potrà suggerire un tono di voce pacato, rassicurante, sereno. Accompagnato a movimenti tranquilli, lenti e mai improvvisi. L’animale richiede tempo e fiducia per poter rasserenarsi e immagazzinare i dati in modo positivo. Come anticipato, la sua è una memoria a lungo termine a cui attingere in caso di necessità, per risolvere problematiche di vario genere. Quindi può risultare utile lanciare input positivi, così che possa ricordare e apprendere mnemonicamente i comandi ma anche immagazzinare la presenza della persona che li fornisce. La relazione emotiva da instaurare con questo animale dovrà essere di natura empatica, serena e rispettosa.

23 marzo 2015
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