Uno dei metodi più discussi per frenare i cambiamenti climatici in atto è la cattura e lo stoccaggio della CO2. La tecnica prevede l’immagazzinamento nel sottosuolo delle emissioni di gas serra prodotte dalle industrie più inquinanti. La rimozione dall’atmosfera di tonnellate di anidride carbonica secondo i sostenitori della tecnologia mitigherebbe il riscaldamento globale senza frenare la crescita industriale.

La scienza si mostra però divisa sul tema. Uno studio della University of East Anglia pubblicato su Nature a febbraio sostiene che le tecniche per la cattura e lo stoccaggio della CO2 siano costose e rischiose. Rimuovere grandi quantità di CO2 dall’atmosfera potrebbe causare danni imprevedibili agli ecosistemi terrestri. Inoltre per avere risultati concreti occorrerebbero investimenti elevati. Gli esperti appaiono scettici sulla strategia “Emettere ora, rimuovere dopo” perché porterebbe le industrie a inquinare senza freni.

Ad avanzare dei dubbi sulla cattura e sullo stoccaggio della CO2 di recente sono stati anche gli scienziati dell’Università della California di Irvine. Secondo i ricercatori americani l’efficacia del metodo è stata sopravvalutata. Il suolo nei prossimi decenni sarà in grado di immagazzinare una quantità inferiore di carbonio rispetto al previsto.

L’analisi pubblicata sulla rivista Science ha rivelato che il potenziale della cattura e dello stoccaggio della CO2 nella lotta ai cambiamenti climatici è stato sovrastimato di ben il 40%.

I modelli usati dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’organo ONU che monitora il clima, si basano su un ciclo del carbonio più veloce di quello reale. I dati ricavati da 157 campioni di suolo prelevati in tutto il mondo mostrano che l’età media del carbonio stoccato nel suolo è oltre 6 volte maggiore del previsto.

Questo significa che occorreranno centinaia o addirittura migliaia di anni per stoccare nel suolo la CO2 in eccesso immessa nell’atmosfera dalle attività umane. Un tempo troppo lungo per scongiurare gli effetti devastanti del riscaldamento globale, attesi già in questo secolo. Steven Allison coautore dello studio non nasconde la sua preoccupazione:

Una quantità enorme di gas serra che credevamo fosse stata immagazzinata nel suolo in realtà è ancora nell’atmosfera.

Secondo le stime dell’IPCC rimediare completamente ai danni della deforestazione porterebbe alla rimozione dall’atmosfera di 40 parti per milione di CO2 dalle attuali 400 parti per milione. Anche metodi agricoli più virtuosi rimuoverebbero grandi quantità di anidride carbonica dall’atmosfera.

Lo studio dell’Università della California avverte però che ci vorrà molto tempo prima che il suolo immagazzini tutta questa CO2. Gli scienziati americani sono convinti che sia impossibile incrementare la capacità di stoccaggio del suolo in questo secolo. La strategia più efficace contro i cambiamenti climatici per gli esperti resta dunque la riduzione delle emissioni di gas serra prodotte dai combustibili fossili.

23 settembre 2016
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