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	<title>GreenStyleInnovazioni - GreenStyle</title>
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	<description>energie rinnovabili, sviluppo sostenibile e ambiente</description>
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		<title>Auto elettriche: arriva la ricarica wireless in autostrada</title>
		<link>http://www.greenstyle.it/auto-elettriche-ricarica-wireless-in-autostrada-7527.html</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Elettriche]]></category>
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		<description><![CDATA[La ricarica wireless in futuro si potrebbe effettuare anche durante i viaggi in autostrada: è un progetto a cui lavorano all'Università di Stanford.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema della ricarica delle <a href="http://www.greenstyle.it/tag/auto-elettriche" title="I post sulle auto elettriche su GreenStyle">auto elettriche</a> potrebbe essere risolto brillantemente nel prossimo futuro grazie a una tecnologia che riuscirebbe non a dimezzare, bensì ad azzerare i tempi di attesa per il completamento di un pieno di elettricità. Tale possibilità potrebbe essere data dal lavoro degli scienziati dell&#8217;<strong>Università di Stanford</strong>, i quali hanno messo a punto e brevettato un sistema che consentirà di <strong>ricaricare i veicoli senza fili</strong> (wireless) mentre questi si trovano in movimento.</p>
<p>Fondamento di questa tecnica è la <a href="http://www.greenstyle.it/nissan-leaf-ricarica-wireless-dal-2014-6306.html" title="La Nissan Leaf pensa alla ricarica wireless">ricarica wireless</a> che diversi costruttori hanno intenzione di implementare sui modelli elettrici di prossima generazione. Grazie alla possibilità di trasferire energia elettrica senza l&#8217;uso di cavi, secondo gli scienziati si aprirebbero le porte della ricarica in mobilità, cioè effettuabile mentre il veicolo viaggia in autostrada.</p>
<p>Il sistema prevede lo scambio di corrente tra due bobine che, risuonando sulla stessa frequenza, generano un campo magnetico attraverso il quale avviene il trasferimento di energia. La tecnologia è finora stata sperimentata sistemando le due bobine su due punti fissi, cioè tra un punto di ricarica e un veicolo in sosta, ma gli studiosi di Stanford affermano di poterla adattare per consentire la <strong>ricarica in movimento</strong>, fino a trasferire 10 kW di energia elettrica a una distanza di sei metri e mezzo. <div class="banner banner-container resource-banner">
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</div></p>
<p>Il progetto prevede l&#8217;<strong>installazione a bordo strada</strong> di una serie di bobine trasmettenti in grado di inviare corrente a una <strong>bobina ricevente</strong> installata a bordo dell&#8217;automobile, in modo che mentre questa si sposta lungo la strada instauri un rapporto di risonanza magnetica con tutte le bobine sistemate in serie lungo il percorso, generando un continuo passaggio di energia fino a ricaricare la batteria.</p>
<p>La tecnologia è finora stata studiata a livello teorico, ma gli scienziati sono adesso impegnati nel mettere a punto i primi esperimenti su strada per capire se ci possono essere problemi nel funzionamento pratico ed eventualmente risolverli in vista di un possibile sbarco sul mercato in futuro.</p>
<p><object width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/AxSYYrajfvM&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"><param name="movie"  value="http://www.youtube.com/v/AxSYYrajfvM&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ecogeek.org/automobiles/3701-wireless-ev-charging-could-be-embedded-in-highways" title="Ricarica wireless in movimento per le auto elettriche del futuro">Ecogeek.org</a></p>

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		<title>Nissan Leaf: nuova vita per le batterie usate, daranno energia in casa</title>
		<link>http://www.greenstyle.it/nissan-leaf-nuova-vita-per-le-batterie-usate-daranno-energia-in-casa-7353.html</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nissan sta lavorando con ABB per trasformare le batterie della Leaf a fine ciclo in accumulatori energetici da impiegare in ambito domestico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>batterie agli ioni di litio</strong> che alimentano il motore elettrico della <strong>Nissan Leaf</strong> avranno una seconda vita in ambito domestico dopo la loro dismissione dall&#8217;uso automobilistico. Il progetto, che nasce dalla collaborazione tra la filiale americana di <a href="http://www.greenstyle.it/tag/nissan" title="I post su Nissan di GreenStyle">Nissan</a> e ABB, mira a far diventare le batterie della vettura giapponese dei <strong>sistemi di stoccaggio</strong> dell&#8217;energia della rete elettrica.</p>
<p>Le batterie della <a href="http://www.greenstyle.it/tag/nissan-leaf" title="I post sulla Nissan Leaf su GreenStyle">Leaf</a> accumuleranno energia elettrica nei momenti di basso utilizzo della rete, cioè quando si viene a creare un surplus di energia, per poterla poi erogare quando la domanda energetica raggiunge i suoi momenti di picco, migliorando le prestazioni e l&#8217;affidabilità della rete e garantendo la fornitura di elettricità anche nei momenti in cui la corrente dovesse venire a mancare.</p>




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	</div>
</div>


<p>Nissan e ABB stanno lavorando alla messa a punto di un prototipo di batteria da almeno 50 kWh, che dovrebbe essere capace di fornire corrente elettrica a trenta abitazioni per circa un&#8217;ora. La scelta di valutare delle possibili applicazioni commerciali per le batterie al litio usate delle <a href="http://www.greenstyle.it/tag/auto-elettriche" title="I post sulle auto elettriche su GreenStyle">auto elettriche</a> prende spunto dall&#8217;efficienza di queste componenti, le quali, a differenza delle batterie utilizzate su altri dispositivi come telefonini e computer, sono in grado di mantenere una <strong>capacità energetica</strong> pari al 70% anche dopo 10 anni. </p>
<p>Questo aspetto ne consente infatti il riutilizzo anche dopo che si è concluso il primo <strong>ciclo di vita</strong> a bordo del veicolo, come spiega Ken Srebnik, Senior Manager di NNA Corporate Planning:<br />
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</div></p>
<blockquote><p>La nostra capacità di gestire l&#8217;intero ciclo di vita della batteria del veicolo elettrico, anche dopo il suo utilizzo sulla vettura, è molto importante per Nissan. Con lo sviluppo delle reti intelligenti, le innovazioni applicate ai sistemi di stoccaggio dell’energia stanno diventando sempre più diffuse: Nissan è orgogliosa di lavorare con ABB, 4R Energy e Sumitomo per contribuire a portare queste innovazioni sul mercato.</p></blockquote>
<p>Simili applicazioni tecnologiche potrebbero aiutare a realizzare le cosiddette <strong>smart grid</strong>, &#8220;reti intelligenti&#8221; in grado di evitare sprechi e disservizi, oltre a favorire una migliore integrazione con le fonti di <a href="http://www.greenstyle.it/tag/energie-rinnovabili" title="I post sulle energie rinnovabili su GreenStyle">energia rinnovabile</a> come quelle eoliche e solari. </p>

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		<title>Ferrari FF a bioetanolo: il mito diventa ecologico</title>
		<link>http://www.greenstyle.it/ferrari-ff-a-bioetanolo-il-mito-diventa-ecologico-7092.html</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazioni]]></category>
		<category><![CDATA[bioetanolo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Ferrari FF diventa a bioetanolo grazie all'elaborazione di Customized, migliorando prestazioni e abbattendo consumi ed emissioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elaborare una <strong>Ferrari FF</strong> è un&#8217;impresa non semplice, perché non solo c&#8217;è il rischio di aggiungere poco o nulla a un veicolo che rasenta per certi versi la perfezione, ma c&#8217;è anche la possibilità di intaccare l&#8217;immagine di un vero e proprio mito come ogni vettura che esce dalla fabbrica di <strong>Maranello</strong>, almeno secondo quanto affermano solitamente i suoi fan più appassionati.</p>
<p>Così, forse per distinguersi dal resto dei preparatori, che solitamente infarciscono le proprie creazioni di alettoni, impianti di scarico e altri dettagli elaborati in chiave sportiva, c&#8217;è chi ha deciso di praticare un&#8217;altra via e, in linea con le tendenze ambientaliste degli ultimi anni, ha pensato bene di installare sulla <strong>Ferrari FF</strong> un sistema di alimentazione a <a href="http://www.greenstyle.it/tag/bioetanolo" title="I post sul bioetanolo su GreenStyle">bioetanolo</a>.</p>




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	</div>
</div>


<p>A mettere in pratica questa particolare personalizzazione è stata la ditta norvegese <strong>Customized</strong>, la quale ha convertito la FF (acronimo che sta per Ferrari Four, ma che qualcuno, vedendo questa elaborazione, ha già modificato in <strong>Flex Fuel</strong>) in modo da sostituire la benzina con l&#8217;<strong>E85</strong> per far funzionare il possente V12 da 6.3 litri di Maranello, guadagnando un significativo aumento di potenza massima, passata da 660 a 887 cavalli, e facendo diminuire di conseguenza le <strong>emissioni di CO2</strong>, passate da 360 g/km a poco meno di 100 g/km.</p>
<p>La <strong>Ferrari FF a bioetanolo</strong> ha visto quindi migliorare le prestazioni, con lo scatto da 0 a 100 km/h coperto in 3 secondi netti rispetto ai 3,8 secondi richiesti dalla vettura di serie, il tutto per una spesa di 1.500 euro: a tanto è stato venduto infatti il kit di elaborazione messo a punto da Customized. <div class="banner banner-container resource-banner">
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</div></p>
<p>Si tratta di un lavoro assolutamente interessante, che a fronte di un maggior <strong>rispetto ambientale</strong> unisce un notevole incremento delle già ottime prestazioni, accontentando così i clienti più esigenti e quanti vedono nelle supercar dei mezzi sostanzialmente inutili buoni solo per consumare tanto e inquinare di conseguenza. Basterà questo a far accettare questa modifica ai ferraristi più incalliti e poco inclini a scendere a compromessi?</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.motori.it/tuning/11874/ferrari-ff-a-bioetanolo.html" title="Una Ferrari FF a bioetanolo">Motori.it</a></p>

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		<title>Batterie auto elettriche: arrivano quelle litio-aria da IBM</title>
		<link>http://www.greenstyle.it/batterie-auto-elettriche-arrivano-quelle-litio-aria-da-ibm-7065.html</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 16:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
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		<category><![CDATA[Innovazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo IBM le batterie delle auto elettriche del futuro potrebbero essere al litio-aria, con un'autonomia massima migliorata fino a 804 chilometri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.greenstyle.it/auto-elettriche-i-clienti-chiedono-maggiore-autonomia-e-minori-costi-5016.html" title="Auto elettriche, l'autonomia e i costi tra le richieste dei clienti">autonomia</a> limitata delle <a href="http://www.greenstyle.it/tag/auto-elettriche" title="I post sulle auto elettriche su GreenStyle">auto elettriche</a> è uno dei limiti più importanti a una loro diffusione capillare sul mercato, quasi quanto la scarsità di colonnine per la ricarica in molti centri medio-piccoli di un po&#8217; tutti i paesi europei. Ben consci di questo forte limite, i costruttori sono alla ricerca di soluzioni per migliorare le batterie attualmente utilizzate su questo tipo di veicoli e una possibile soluzione sembra arrivare dagli USA, precisamente da <strong>IBM</strong>.</p>
<p>Apparentemente, un&#8217;azienda attiva nel campo informatico non sembra direttamente collegata alla soluzione di un problema che riguarda i trasporti dell&#8217;immediato futuro, eppure, proprio da IBM arriva quello che è stato denominato &#8220;<strong>Battery 500 Project</strong>&#8220;, un progetto che punta a realizzare una tecnologia per le <a href="http://www.greenstyle.it/batterie-auto-elettriche-costi-in-calo-del-70-entro-il-2015-6954.html" title="Batterie per le auto elettriche più efficienti">batterie delle auto elettriche</a> rendendole capaci di garantire un&#8217;autonomia di 500 miglia, cioè l&#8217;equivalente di poco più di 800 chilometri.<br />
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</div><br />
I tecnici al lavoro su questo progetto hanno pensato a degli <strong>accumulatori al litio-aria</strong> al posto di quelli attuali al litio. L&#8217;idea alla base è quella di utilizzare il carbonio, il quale è capace di assorbire l&#8217;ossigeno contenuto nell&#8217;aria reagendo con gli ioni di litio, dando luogo a un processo che consente di immagazzinare corrente elettrica e di garantire una densità energetica fino a 1.000 volte superiore a quella delle attuali batterie.</p>
<p>Secondo quanto spiegato da IBM, il problema attuale su cui ancora si sta agendo è relativo all&#8217;<strong>instabilità chimica</strong> delle celle litio-aria, ma pare che un primo prototipo delle <strong>batterie al litio-aria</strong> possa essere costruito entro il 2013, per portare questo sistema sul mercato entro il 2020.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.motori.it/tecnica/11867/auto-elettriche-futuro-batterie-litio-aria.html" title="Batterie al litio-aria nell'auto di domani">Motori.it</a></p>

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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;auto del futuro sarà elettrica e senza conducente</title>
		<link>http://www.greenstyle.it/lauto-del-futuro-sara-elettrica-e-senza-conducente-6752.html</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 09:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
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		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[auto ibride]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>

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		<description><![CDATA[L'auto del futuro sarà elettrica, meglio se a energia solare, e sarà prima di ogni altra cosa autonoma, al punto da non richiedere l'intervento umano per essere guidata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aumento vertiginoso del numero di <strong>automobili</strong> in circolazione previsto per i prossimi anni potrebbe mettere a rischio non solo la <a href="http://www.greenstyle.it/tag/smog" title="I post sullo smog su GreenStyle">qualità dell&#8217;aria</a> delle grandi città, ma anche la stessa <strong>sicurezza sulle strade</strong> e la conseguente incolumità di guidatori e pedoni. Questo sarà, o potrebbe essere, l&#8217;effetto diretto di un possibile sovraffollamento degli spazi urbani, la maggior parte dei quali progettati in periodi in cui il concetto stesso di motorizzazione di massa non esisteva nemmeno.</p>
<p>Per queste ragioni, c&#8217;è chi ipotizza come la concentrazione di uomini e mezzi (soprattutto questi ultimi) negli affollati <strong>centri urbani</strong> del futuro sarà un problema da risolvere negli anni a venire, anche perché con così ridotte possibilità di manovra non sarà possibile accettare errori, aspetto che porterà alla necessità di azzerare la componente umana alla guida e lasciar sovrintendere ogni aspetto della conduzione del mezzo a un&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>, la quale, almeno si spera, dovrebbe essere più efficiente di un guidatore in carne e ossa.</p>
<p>Indicativi, a tal proposito, sono i primi esperimenti di <strong>Google</strong>, che ha mandato sulle strade americane un primo prototipo di <a href="http://www.motori.it/concept/6500/google-ecco-auto-che-si-guida-da-sola.html" title="Google, l'auto si guida da sola">vettura senza conducente</a>, a cui si è aggiunta qualche mese fa anche <a href="http://www.motori.it/tecnica/9666/volkswagen-prepara-auto-si-guida-da-sola.html" title="Volkswagen pensa all'auto che si guida da sola">Volkswagen</a>.</p>




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	</div>
</div>


<p>I prototipi di questo tipo sono però diversi e sono tutti tanto interessanti quanto apparentemente fantascientifici. Uno di questi è ad esempio la <strong>Jaguar Mark XXI</strong>, la &#8220;bionomic autonomous limousine&#8221; realizzata da Christopher Pollard. La vettura in questione sarebbe interessante già per il fatto di essere alimentata interamente a <a href="http://www.greenstyle.it/tag/fotovoltaico" title="I post sull'energia solare su GreenStyle">energia solare</a> grazie ai <strong>pannelli fotovoltaici</strong> che la rivestono, i quali si attivano sollevandosi quando la vettura è ferma in modo da incamerare l&#8217;energia necessaria ad alimentare il motore elettrico quando ci si mette in viaggio, ma se ciò non bastasse basti pensare a come questo modello sia capace di muoversi autonomamente, senza richiedere alcun intervento umano se non quello di impostare la destinazione da raggiungere.</p>
<p>Analoga indipendenza dall&#8217;uomo viene mostrata con orgoglio da <strong>Autonomi</strong>, una concept completamente automatizzata realizzata da Anthony Franze che si propone come la soluzione ideale per trasportare i passeggeri all&#8217;interno degli aeroporti. Tecnicamente anche in questo caso si tratta di una <a href="http://www.greenstyle.it/tag/auto-elettriche" title="I post sulle auto elettriche su GreenStyle">vettura elettrica</a>, caratterizzata da quattro motori sistemati in corrispondenza delle ruote alimentati da batterie.</p>
<p>Appartiene invece a Kubik Petr <strong>AXI robot taxy</strong>, modello in grado di ospitare fino a due passeggeri e che, come si può capire dal nome, potrebbe essere la naturale evoluzione dei taxy in servizio nelle città del futuro. I passeggeri potranno impostare la destinazione sul pannello touchscreen installato a bordo, quindi mettersi comodi e attendere che questo veicolo elettrico capace di arrivare a una velocità massima di 90 km/h e con un&#8217;autonomia di 20 ore li porti a destinazione in tutta sicurezza.</p>
<p>Stessa ambizione da mezzo di <a href="http://www.greenstyle.it/tag/trasporto-pubblico" title="I post sul trasporto pubblico su GreenStyle">trasporto pubblico</a> automatizzato per <strong>OPTI</strong>, il concept senza conducente di Paul Piliste che si annuncia come un taxi elettrico alimentato da batterie agli ioni di litio e in grado di viaggiare per 50 km con una carica completa. Anche qui i passeggeri possono digitale la destinazione su uno schermo touchscreen all&#8217;interno del veicolo, pagando la corsa tramite carta di credito. <div class="banner banner-container resource-banner">
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</div></p>
<p>Insomma sembra che quanti ipotizzavano (e forse desideravano) qualche anno fa un futuro senza auto, magari sostituite da oggetti volanti come quelli visti al cinema, debbano accontentarsi di stare con le ruote ben piantate a terra, perché la <strong>mobilità del futuro</strong> potrebbe, sì, essere notevolmente diversa da quella attuale, ma a sparire potrebbero non essere le auto, bensì i conducenti, trasformando l&#8217;uomo da parte attiva come accade adesso a semplice passeggero.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ecofriend.com/driverless-future-sustainable-transportation.html" title="L'auto del futuro viaggerà senza conducente">EcoFriend</a></p>

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		<title>Ford ridurrà l&#8217;impiego di acqua del 30% entro il 2015</title>
		<link>http://www.greenstyle.it/ford-ridurra-limpiego-di-acqua-del-30-entro-il-2015-6744.html</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 11:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazioni]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[ecologici]]></category>
		<category><![CDATA[ford]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver ridotto negli ultimi anni l'impiego di acqua per la produzione delle proprie auto, Ford rilancia e punta sulla lavorazione a secco per le sue catene di montaggio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;impegno di <strong>Ford</strong> a favore dell&#8217;ambiente prosegue non solo cercando di realizzare motori meno &#8220;assetati&#8221; e più puliti, ma cercando anche di ottimizzare e rendere più efficiente il <a href="http://www.greenstyle.it/ford-il-cocco-sostituira-il-petrolio-negli-interni-delle-auto-5236.html" title="Ford pensa al cocco per sostituire i materiali comuni nelle vetture">processo di lavorazione</a> attraverso il quale le automobili vengono assemblate. Si punta in particolare a limitare fortemente l&#8217;<strong>impiego di acqua</strong> presso gli stabilimenti da cui escono Fiesta, Focus e sorelle.</p>
<p>La casa americana ha avviato già da tempo una politica atta a contenere gli sprechi di questo bene prezioso durante la lavorazione dei veicoli, arrivando a ridurre il suo uso di ben il 49% per ogni veicolo prodotto tra il 2000, anno in cui Ford iniziò a interessarsi alla questione, e il 2010. Adesso però a Detroit desiderano compiere un altro passo, quello che porterà a contenere di un ulteriore 30% il consumo di <a href="http://www.greenstyle.it/tag/acqua-pubblica" title="I post sull'acqua su GreenStyle">acqua</a> entro il 2015.</p>
<p>Il costruttore dell&#8217;Ovale Blu punterà nei prossimi anni all&#8217;implementazione di nuove tecniche di <strong>lavorazione a secco</strong>, come ad esempio quella chiamata &#8220;<strong>Minimum Quantity Lubrication</strong>&#8221; (MQL), che consente di utilizzare una minima quantità di olio da spruzzare in una sorta di nebbia atomizzata per lubrificare i macchinari impiegati negli stabilimenti, evitando di impiegare grosse quantità di liquidi miscelati ad acqua come avviene attualmente.</p>
<p>Allo stesso tempo Ford attuerà nuove politiche per quanto riguarda il trattamento e il riutilizzo delle <strong>acque reflue</strong> derivanti dai processi di produzione, portandosi così in netto vantaggio rispetto agli altri costruttori da questo punto di vista. <div class="banner banner-container resource-banner">
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</div></p>
<p>La speranza, pertanto, è che non solo Ford continui su questa strada, ma che anche altri grossi gruppi automobilistici seguano l&#8217;esempio portando così sul mercato modelli &#8220;verdi&#8221; in senso pieno: economici nei consumi e nelle emissioni, oltre a essere nati da processi produttivi il più possibile <strong>eco-compatibili</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.green.autoblog.com/2012/01/02/ford-wants-to-dry-up-water-use-by-30-by-2015/" title="Ford punta a ridurre l'impiego di acqua">Autobloggreen</a></p>

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		<title>Ricarica wireless per la Mercedes Classe A E-Cell</title>
		<link>http://www.greenstyle.it/ricarica-wireless-per-la-mercedes-classe-a-e-cell-6592.html</link>
		<comments>http://www.greenstyle.it/ricarica-wireless-per-la-mercedes-classe-a-e-cell-6592.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 15:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazioni]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[mercedes]]></category>
		<category><![CDATA[mercedes classe a]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercedes avvierà in primavera la sperimentazione di un sistema di ricarica wireless a bordo della Classe A E-CELL]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo tecnologico in cui qualsiasi collegamento fisico viene percepito sempre più come retaggio del passato, un inutile orpello da superare, anche la <a href="http://www.greenstyle.it/tag/auto-elettriche" title="I post sulle auto elettriche su GreenStyle">auto elettriche</a> devono adeguarsi e proprio per questa ragione il futuro di questo tipo di vetture sembra essere orientato verso i sistemi di <a href="http://www.greenstyle.it/auto-elettriche-ricarica-wireless-a-londra-dal-2012-5802.html" title="La ricarica wireless a Londra dal 2012">ricarica wireless</a>.</p>
<p>A vederla così sono in tanti in effetti, ma <strong>Mercedes</strong> in particolare è andata un po&#8217; oltre, iniziando a sperimentare per prima nell&#8217;uso quotidiano uno di questi innovativi sistemi di <strong>ricarica induttiva</strong>, che consentono di accumulare l&#8217;energia elettrica necessaria agli spostamenti senza l&#8217;ausilio del classico cavo con relativa presa.</p>
<p>La casa di Stoccarda ha comunicato infatti che a partire <strong>da marzo 2012</strong> sperimenterà un apposito esemplare di <strong>Mercedes Classe A E-CELL</strong> dotato di sistema di <strong>ricarica wireless</strong>, dando vita al progetto &#8220;Effizienzhaus-Plus mit Elektromobilität&#8221; inaugurato il 7 dicembre con il patrocinio della cancelliera tedesca <strong>Angela Merkel</strong>.</p>




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	</div>
</div>


<p>Questo tipo di tecnologia troverà posto anche sulla prossima generazione della <a href="http://www.greenstyle.it/nissan-leaf-ricarica-wireless-dal-2014-6306.html" title="Ricarica innovativa per la prossima Nissan Leaf">Nissan Leaf</a> e richiede che sotto al pianale della vettura sia installata una bobina di carica, in modo che sia sufficiente fermare l&#8217;auto sopra un apposito sensore di induzione installato nel pavimento e posizionato nei pressi della fonte di ricarica, per avviare quindi, in maniera del tutto automatica, il <strong>processo di induzione</strong> che consentirà il passaggio di energia, la quale sarà a sua volta immagazzinata nelle batterie al litio di cui è dotata la vettura.</p>
<p>Il progetto, per il quale Mercedes metterà a disposizione anche una <a href="http://www.greenstyle.it/smart-elettrica-arriva-la-terza-generazione-5218.html" title="La Smart elettrica si rinnova">Smart Forwto electric drive</a> e una <a href="http://www.greenstyle.it/smart-ebike-la-bici-elettrica-riciclabile-in-vendita-dal-2012-5352.html" title="Da Smart la bicicletta elettrica alla moda">Smart eBike</a>, punta a realizzare una casa ad alta <strong>efficienza energetica</strong> in via sperimentale, una costruzione potenzialmente in grado di anticipare le abitazioni private del domani in cui viene prodotta più energia di quella consumata dai suoi occupanti, consentendo di &#8220;dirottare&#8221; il <strong>surplus energetico</strong> generato proprio per la ricarica dei veicoli, ottimizzando così costi e diminuendo l&#8217;impatto ambientale.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/news/ambiente/rep_rinnovabili_lauto-elettrica-del-futuro-si-ricarica-senza-fili878.html" title="Mercedes punta alla ricarica wireless">La Repubblica</a></p>

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		<title>Carburanti alternativi per auto: ecco i più insoliti</title>
		<link>http://www.greenstyle.it/carburanti-alternativi-auto-insoliti-5353.html</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazioni]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti alternativi]]></category>

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		<description><![CDATA[I carburanti alternativi al petrolio sono già realtà, anche se a volte necessitano di perfezionamenti prima di arrivare sulla produzione di serie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;auto del futuro sarà comoda, connessa con il mondo, silenziosa, ma soprattutto pulita. É proprio sull&#8217;aspetto dei sistemi di alimentazione che in buona parte del mondo si sta puntando, ben consci del fatto che la <strong>dipendenza dal petrolio</strong> sia ormai una strada poco percorribile per uno <a href="http://www.greenstyle.it/tag/sviluppo-sostenibile" title="sviluppo sostenibile">sviluppo sostenibile</a>.</p>
<p>A fare il punto delle più interessanti tecnologie per la propulsione automobilistica è stato il consulente di design &#8220;verde&#8221; <strong>Neil Chambers</strong>. Nel suo libro &#8220;<strong>Urban Green</strong>&#8221; spiega come il miglior rendimento energetico che deriva dai combustibili fossili, come per anni si è creduto, è una valutazione che non trova più tanto riscontro nella realtà, non con le tecnologie attualmente disponibili e con quelle allo studio.</p>
<p>Inutile dire che il combustibile potenzialmente in grado di sostituire i carburanti di origine fossile è l&#8217;<strong>idrogeno</strong>. Questo carburante, ottenuto dalla scissione delle <strong>molecole d&#8217;acqua</strong> in ossigeno e idrogeno, è derivato da una fonte presente in quantità abbondante sul pianeta, ha il pregio di non produrre emissioni inquinanti come accade con il petrolio e i suoi derivati e sta riscontrando l&#8217;attenzione di diversi costruttori, tra gli altri Mercedes e Toyota.</p>
<p>La recente sperimentazione di una <a href="http://www.greenstyle.it/una-foglia-artificiale-per-produrre-idrogeno-sfruttando-il-sole-5133.html" title="La luce del sole per produrre idrogeno dall'acqua">foglia artificiale</a>, in grado di produrre idrogeno usando l&#8217;energia solare, apre poi a possibili sviluppi in cui la produzione stessa di questo carburante sarà rinnovabile e pulita.</p>
<p>Nel libro &#8220;Urban Green&#8221; viene riservato spazio anche a fonti di energia come la <strong>segatura</strong>, gli scarti alimentari e perfino le <strong>feci umane</strong>, elementi che potrebbero essere convertiti più o meno semplicemente in gas, più o meno come visto la scorsa settimana con la <a href="http://www.greenstyle.it/toilet-bike-la-moto-a-biogas-alimentata-con-feci-umane-5162.html" title="La moto che ricava biogas dagli escrementi umani">Toilet Bike</a> (una moto in grado di ricavare biogas dagli escrementi).</p>
<p>In questo caso rimane il problema dell&#8217;enorme quantità di materie prime necessarie a produrre energia sufficiente per la mobilità di massa, uno scoglio che non è ancora stato risolto e che limita di fatto possibili applicazioni pratiche su ampia scala di queste tecnologie.</p>
<p>L&#8217;<strong>energia nucleare</strong> derivata dal plutonio o dal <a href="http://www.greenstyle.it/lauto-al-torio-in-arrivo-da-laser-power-system-4706.html" title="Auto al torio">torio</a> rappresenta un&#8217;ulteriore alternativa, ma l&#8217;aspetto dei rifiuti radioattivi rende a nostro parere assai sconsigliabile questa soluzione, anche se alcune società pare stiano lavorando a prototipi di motori funzionanti con simili tecnologie. Appare invece molto più interessante la possibilità di usare il <strong>legno</strong>, materiale biologico e rinnovabile, che costerebbe il 30% in meno rispetto ai combustibili fossili, con un risparmio sotto il profilo economico che si aggiunge ai vantaggi dal punto di vista del minor impatto sull&#8217;ambiente.</p>
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</div>
<p>Infine, la carrellata di possibili varianti alternative al petrolio vede la presenza dell&#8217;<strong>ammoniaca</strong>, la quale, unita in una miscela con la benzina (80% ammoniaca e 220% benzina) si è dimostrata in grado di far funzionare un <strong>pick-up bi-fuel</strong> appositamente realizzato alcuni anni fa presso l&#8217;Università del Michigan. Il problema in questo caso resta la pericolosità che una sua fuoriuscita potrebbe comportare, ma nulla esclude che nei prossimi anni si arrivi a una soluzione in grado di coniugare efficienza e sicurezza.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.foxnews.com/leisure/2011/10/15/cars-that-run-on-very-alternative-fuels/" title="I carburanti alternativi più interessanti allo studio">FoxNews.com</a></p>

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		<item>
		<title>Ford: il cocco sostituirà il petrolio negli interni delle auto</title>
		<link>http://www.greenstyle.it/ford-il-cocco-sostituira-il-petrolio-negli-interni-delle-auto-5236.html</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 10:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazioni]]></category>
		<category><![CDATA[auto ecologiche]]></category>
		<category><![CDATA[ford]]></category>

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		<description><![CDATA[La fibra di cocco potrebbe sostituire il petrolio nella produzione delle plastiche usate per la realizzazione degli interni delle autovetture Ford]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mettere sul mercato <strong>automobili eco-compatibili</strong> non significa soltanto dotarle di un sistema di propulsione che faccia il più possibile a meno dei combustibili fossili, significa anche curarne le fasi della produzione, in modo che i materiali impiegati siano essi stessi ecologici e, per quanto possibile, provenienti da fonti rinnovali e non inquinanti.</p>
<p>Lo sa bene anche <strong>Ford</strong>, che è stata una delle prime case costruttrici a puntare su questo aspetto già tempo fa. La casa americana non è infatti nuova ad adottare materiali &#8220;inconsueti&#8221; o riciclati per la realizzazione della componentistica interna dei suoi veicoli: si va infatti dai <a href="http://www.motori.it/curiosita/7339/ford-focus-2011-tessuti-riciclati-per-gli-interni.html" title="La Ford pensa ai tessuti eco-compatibili">tessuti riciclati per gli interni</a> ai sedili con imbottitura schiumosa prodotta dalla soia, dalle resine riciclate per il sottoscocca all&#8217;ultima novità di questi giorni, che vede la <strong>fibra di cocco</strong> sostituirsi al petrolio come elemento base per la produzione della <strong>plastica</strong> usata per lo stampaggio della plancia e di altre componenti.</p>
<p>La fibra derivata dalle <strong>noci di cocco</strong> sarebbe una delle ipotesi allo studio a Detroit e andrebbe a rafforzare la struttura dei pezzi prestampati, regalando <strong>robustezza e leggerezza</strong>, un po&#8217; come accade, sempre in ambito automobilistico, con l&#8217;uso delle parti in carbonio per la realizzazione dei pannelli della carrozzeria o per la scocca. I vantaggi sarebbero quindi duplici, perché non solo si renderebbe più pulito il processo di produzione delle componenti, ma alleggerendo il peso complessivo si favorirebbero i consumi e le emissioni.</p>
<p>Il cocco necessario alla produzione potrebbe essere raccolto dalle tonnellate di <strong>rifiuti</strong> che ogni anno vengono prodotti dagli scarti dell&#8217;industria alimentare, esattamente quanto perseguito da Ford, da tempo alla ricerca di materie prime derivate dagli di altri settori per la realizzazione di componentistica per i propri modelli. <div class="banner banner-container resource-banner">
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<p>Inoltre, aspetto da non sottovalutare, una possibile introduzione di questo <strong>materiale riciclabile</strong> nella produzione della plastica potrebbe estendersi al di fuori del mercato dell&#8217;automobile, andando a interessare la fabbricazione dei tantissimi oggetti in plastica che quotidianamente vengono utilizzati in tutto il mondo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://inhabitat.com/ford-investigates-coconuts-as-replacement-for-petroleum-in-car-parts/" title="Ford al lavoro sulla fibra di cocco per gli interni delle auto">Inahbitat.com</a></p>

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		<title>Emilia II, l&#8217;auto solare italiana alla conquista dell&#8217;Australia</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 10:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Cutrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[auto solare]]></category>
		<category><![CDATA[emilia 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sarà anche una vettura italiana al via del World Solar Challenge 2011 Darwin-Adelaide, competizione riservata ai veicoli elettrici alimentati ad energia solare in programma dal 16 al 23 ottobre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stata mostrata ieri per la prima volta al pubblico presso il <strong>Museo Ferrari</strong> di Maranello, ma lei, <strong>Emilia II</strong>, non è un supercar nel senso tradizionale del termine nonostante la sua tecnologia, al pari delle supercar ultrasportive, è molto avanzata, anzi potenzialmente in grado di anticipare l&#8217;auto del futuro. </p>
<p>Si tratta infatti di un&#8217;<strong>auto solare</strong> costruita interamente in carbonio, kevlar e nomex e alimentata da alimentata da 401 celle fotovoltaiche al silicio per una superficie di quasi sei metri quadrati. Emilia II è realizzata da <strong>Onda Solare</strong>, una squadra con base a Castel S. Pietro Terme composta da ingegneri, imprenditori e artigiani specializzati, oltre a studenti e docenti del Dipartimento di Ingegneria elettrica dell&#8217;Università di Bologna e dell&#8217;IPSIA Ferrari di Maranello.</p>
<p>La vettura sarà l&#8217;unico mezzo italiano che prenderà parte per la prima volta al &#8220;<strong>World Solar Challenge 2011 Darwin-Adelaide</strong>&#8220;, una competizione nata nel 1989 e dedicata ai veicoli elettrici alimentati ad energia solare, che quest&#8217;anno si terrà dal 16 al 23 ottobre.</p>
<p>Le forme inconsuete e decisamente futuristiche della Emilia II sono frutto di un certosino affinamento aerodinamico, messo in atto per cercare di minimizzare l&#8217;attrito con l&#8217;aria e favorire lo scorrimento della vettura sulla strada (deve raggiungere una velocità di almeno 100 km/h), aspetti che si traducono in un risparmio energetico impensabile per un&#8217;automobile, dato che servono meno di <strong>1.500 watt</strong> per il suo funzionamento, cioè un valore pari al consumo di alcuni elettrodomestici d&#8217;uso quotidiano.</p>




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<p>A parlare del progetto e del lavoro di questo interessante <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201109211616-ipp-rt10156-auto_svelata_a_maranello_emilia_2_la_solar_car_italiana" title="L'auto solare italiana alla conquista dell'Australia">veicolo solare</a>  è il professor <strong>Claudio Rossi</strong>:</p>
<blockquote><p>Tutta la parte elettrica e meccanica di questo veicolo è stata progettata nell&#8217;Università di Bologna. Tutto il know-how legato alla parte elettrica, ai pannelli fotovoltaici, alla gestione batterie, alla gestione motore, è disponibile presso il Dipartimento di ingegneria elettrica. Le persone che hanno lavorato su questo veicolo sono studenti della laurea magistrale di ingegneria elettrica, e sono gli stessi studenti che andranno in Australia, seguiranno la gara e faranno tutta l&#8217;assistenza tecnica al veicolo.</p></blockquote>
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<p>Il compito che attende la Emilia II e il suo team sarà assolutamente impegnativo. Le regole della competizione prevedono infatti che i <strong>42 equipaggi</strong> partecipanti si diano battaglia sulle polverose e calde strade australiane dalle 8 alle 17 di ogni giorno, per poi accamparsi ai margini della strada durante la notte e riprendere il cammino la mattina seguente.</p>
<p>Affermarsi sarà difficile in quanto molti dei partecipanti sono sostenuti da consistenti budget messi a disposizione da grossi investitori e possono così contare su tecnologie evolute, eppure il team italiano non nasconde le proprie ambizioni, credendo fermamente nella bontà del lavoro fatto e cercando di sopperire con l&#8217;ingegno lì dove il denaro a disposizione non può arrivare.</p>

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