Un team di ricercatori della School of Ocean and Earth Science and Technology (SOEST), presso la University of Hawaii a Manoa, ha descritto, tramite simulazione al computer, un possibile scenario a lungo termine dell’allargamento della marea nera fuoriuscita dalla piattaforma Deepwater Horizon di BP.

I risultati ottenuti usando un modello ad alta risoluzione mostrano il progressivo avanzamento della macchia petrolifera nel Golfo del Messico che minaccia le coste di Louisiana e Texas fino ad arrivare, trasportata dalla Loop Current, agli Stati della parte Sud-Est degli USA.

Secondo la spiegazione fornita Axel Timmermann dell’International Pacific Research Center, coautore dello studio insieme a Oliver Elison Timm e Fabian Schloesser

Nel giro di un anno circa il 20% del petrolio rilasciato passerà lo stretto della Florida per trovarsi in aperto Oceano Atlantico

Già nel mese di ottobre la parte settentrionale della Florida, le coste della Georgia e di Sud e Nord Carolina potrebbero essere colpite dall’inquinamento petrolifero. La marea nera potrebbe addirittura dirigersi verso l’Europa anche se fortemente diluita.

Questa ricerca che getta una luce inquietante su eventuali futuri sviluppi del disastro ambientale dello scorso 20 aprile ha avuto il sostegno di NASA, NOAA e Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology (JAMSTEC).

14 luglio 2010
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