Sta bruciando la montagna sacra di Celestino V. Il monte Morrone, nei pressi di Sulmona è in balia di un disastroso incendio: i boschi dove il frate eremita ha vissuto nel cuore del Parco della Maiella sono divorati dalle fiamme e, mentre si cerca di far tornare la situazione alla normalità, si alimenta invece la polemica su ritardi e inadempienze che avrebbero portato al divampare degli incendi.

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Cinquanta Alpini, Protezione Civili e Vigili del Fuoco stanno lavorando in queste ore per contrastare l’incendio sul Monte Morrone e per evitare che raggiunga l’eremo di Santa Croce e il centro abitato. Nei pressi del comune di Antrodoco intanto i militari sono impegnati con tre autobotti per domare le fiamme nonostante l’emergenza acqua. Eppure, nonostante gli sforzi, sono dieci giorni che una delle zone più belle d’Italia si sta riducendo in cenere.

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Si parla di catastrofe ambientale sul Monte Morrone, circa 3000 ettari di bosco del Parco nazionale della Majella, quasi il 5% dell’intera superficie dell’area protetta sono spariti, divorati dalle fiamme. Sembra inoltre che la situazione non accenni a placarsi.

Secondo quanto riportato dal National Geographic l’epicentro di questo gravissimo incendio, che sembra essere il più violento degli ultimi 10 anni, è nelle pinete del versante occidentale e meridionale del Monte Morrone, ma ci sono continui nuovi inneschi di fiamme che rendono la situazione ingestibile per chi cerca di fermare le fiamme, convalidando invece l’ipotesi che vi sia una pianificazione raffinata dell’incendio da parte, si crede, di una persona sola.

30 agosto 2017
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